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ROBERTO SANNINO

IN ARTE IAGO

 

Per 35 anni ho vissuto ricoperto da un nome “Roberto”, gli altri 3 li ha vissuti Iago. So che cambiarlo ufficialmente, è un compito difficile... e farei un torto a chi mi ha messo al mondo, tuttavia siccome non sono morto, chi mi vuole bene è lui che deve ringraziare... poiché io davvero volevo farla finita. Stanco solo di essere un non me e di essere vittima della cosiddetta “veduta comune”, per mia scelta s’intende, ma credetemi non ne avevo.

Ognuno di noi vive un suo problema come se fosse il più grande e quando un problema è realmente grande viene vissuto da ognuno come se non esistesse.

È una sorta di rimozione forzata dell’inconscio. Potrei continuare ad annoiarvi elencandovi il mio passato e le sciagurate conseguenze a cui la sua infame presenza mi ha portato, invece vi dico solo che una notte di tre anni fa, nel preciso istante in cui avevo deciso di togliermi la vita, invece di scrivere la solita lettera di scuse, scrissi la mia prima poesia. Ed è la prima che inserirò, le devo la vita. Non saprei dirvi il motivo, ancora oggi non ne ho trovato uno plausibile.

fame di perfezione
di Marco Gatto, critico letterario

 
Roberto Sannino, in arte Iago, costruisce con il suo Negativo a colori (Akkuaria, 2007) una silloge poetica sospesa tra un’ansia di perfezione manieristica e l’indissolubile nodo che lega problematicamente l’Io – l’Ego tanto evocato in queste pagine – alla realtà. Non solo in molte delle liriche del nostro autore si riscontra ossessivo il motivo di una incredulità di fronte al mondo, che in poesia si trasforma in impossibilità di seguire il filo degli eventi, ma piuttosto il tema centrale della raccolta sembra essere una sorta di indecidibilità dell’io poetico di fronte alle forme di organizzazione del discorso. Vai all'articolo

Nelle note biografiche leggo che ti sei scoperto poeta al compimento del trentacinquesimo compleanno. Perchè hai scelto questo nome d’arte?

Scoprirmi poeta è stata un’esperienza sconvolgente, come pure l’attimo che mi ha portato a sapere d’esserlo. Quella notte ho scritto qualcosa che sentivo non essere una confessione, né una riflessione; direi più un ibrido tra un capriccio della mente ed il buon senso. Iago è un personaggio dalla personalità contorta che evidenzia quanto sia importante essere consapevoli di quello che si è. Il raggiro psicologico che porta Otello ad uccidere la sua amata, mi ha fatto riflettere sulla necessità di conoscere a fondo se stessi, prima di affrontare qualsiasi tipo di rapporto. Circondarsi di certezze riflesse, induce a comportamenti estremi in ogni senso. Principalmente però, ho voluto testimoniare il distacco da Roberto Sannino, non perchè io mi odi, ma semplicemente per evidenziare la nascita di una persona nuova. Pronta ad interagire con ogni disturbo dei sensi ed usando Iago tengo ben presente il parallelismo tra l’epilogo dell’Otello ed il prologo del di me poeta… entrambi eventi non voluti, definitivi ed irreversibili. Rimane evidente che in passato ho letto molto, e credo di aver accresciuto, inconsapevolmente, una particolare proprietà di linguaggio… ma non ho mai scritto nulla. Adesso l’ispirazione è diventata la mia più grande nemica, poiché trovo davvero grosse difficoltà a star lontano da penna ed inchiostro.

Leggi l'intervista rilasciata a Francesco Sicilia (Animus Et Anima)

“Quando un buon proposito rende gli animi migliori”
di Iago
 

Conobbi Vera Ambra, nel pomeriggio di un caotico giorno d’estate.

Ho avuto da subito la certezza di trovarmi di fronte ad una persona a cui non interessa ostentare un valore… piuttosto lottare per difenderlo.

L’intesa partorita durante quella discussione ha semplicemente unito idee similari.

A Zagarolo ne ho avuto solamente conferma.

Palazzo Rospigliosi è stato un perfetto contenitore di libere vedute. Percepivo, dallo sguardo di chi mi guardava, un interesse sincero per parole dette con l’anima nelle mani. Il prossimo sta reagendo a questa noia editoriale ed a sterili commenti demaniali. Quell’edificio, coccolato dal tempo… gli incontri svolti con poeti, scrittori, intellettuali… mi ha dato una maggiore consapevolezza ed ha contribuito a rafforzare in me, il convincimento di una necessaria collaborazione tra persone che hanno a cuore la creazione di un ponte ideale che trasporti i nostri sforzi verso un futuro indifeso… che deve sapere come porsi di fronte al connubio delle passioni.

 

Le mie fotoQuello che scrivo è ciò che sono e quello che vedo è ciò che amo. Prima di quella notte, non avevo mai scritto poesie, né racconti. Adesso non riesco a farne a meno, forse mi sto chiudendo in un’altra gabbia. Ma è un gran bel volare.

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Edizione 2007 © Associazione Akkuaria 
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