
Vittorio Frau
Cell generation
In copertina disegno di Beatrice Gradasssa
A volte mi chiedo cosa accadrebbe al genere umano se da un momento
all’altro sparissero tutti i telefonini: saremmo in grado di
sopravvivere o finiremmo divorati dall’inedia? Come potevamo noi
studiare, lavorare, socializzare e comunicare prima che inventassero
i cellulari?
Ai nostri giorni il genere umano è nettamente diviso in due distinte
categorie: i pre-telefonino, cioè coloro che, come il sottoscritto,
sono nati e cresciuti prima dell’avvento del telefono cellulare, e i
post-telefonino, i ragazzi venuti al mondo dopo il 1990 che hanno
visto la propria nascita annunciata direttamente tramite il
cellulare, tenuto saldamente nella mano della propria mamma,
dolorante spossata, magari ancora tormentata dall’ago e il filo
dell’ostetrica, ma con l’inseparabile attrezzo stretto fra le dita
tremolanti.
In questo "viaggio" che ho voluto intraprendere tra ridicole
suonerie e atteggiamenti al limite del ricovero coatto, sono
arrivato a una conclusione:
Non siamo noi a piegare il telefono cellulare al nostro volere, ma è
esattamente il contrario: è “lui” a essersi impadronito delle nostre
vite e a dettare i ritmi della nostra giornata, trasformandoci in
inconsapevoli attori comici nel palcoscenico della quotidianità.
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