
I SEGNI DEL TEMPO
Collana di Saggistica diretta da Sonia Pozzoni
SONIA
POMPIGNA
TV OMEOPATICA?
“Si
tratta di vedere il bambino e l’adolescente non più soltanto come
soggetto da difendere, ma come un individuo flessibile, aperto a
molteplici sollecitazioni, più selettivo e critico di fronte alla
televisione, reale protagonista delle sue scelte”. (Pier Cesare
Rivoltella)
Partendo
da questa affermazione il presente lavoro vuole promuovere un’opera di
sensibilizzazione e responsabilizzazione ai media che deve interessare
non solo i minori ma anche gli attori del mondo della comunicazione.
Fino ad
oggi per cercare di proteggere il bambino dal potere dei media si
sono utilizzati strumenti quali la divisione in fasce protette, i filtri
e le leggi per internet, ma tutto questo può essere visto come un atto
di censura. Relativamente a questo si sta diffondendo la consapevolezza
dell’importanza dell’educazione ai media che non pretende di
proteggere i minori dall’influenza corruttrice dei media ma che
piuttosto si adopera per accrescere la loro partecipazione attiva e
informata alla cultura mediale. Dunque un’educazione ai media come
intervento essenziale per la crescita di una generazione capace di porsi
in maniera più critica di fronte ai messaggi mediali e al loro
significato. Una generazione in cui si riflette una figura di bambino
non più identificato come fruitore passivo e solitario
ma come soggetto competente e critico di fronte al medium. Un
bambino condizionato nei suoi processi di decodifica, dei messaggi
mediali e negli usi sociali che fa del programma televisivo,dal contesto
familiare, quotidiano e relazionale.
Concludendo si tratta di sviluppare
politiche che non siano sempre e solo quelle dell’emergenza,
dell’assistenza, della protezione, ma anche della “normalità”,
della partecipazione e della cittadinanza.
“I minori non sono un problema da
trattare con apprensione ma piuttosto cittadini a tutti gli effetti con
problemi, esigenze e richieste che vanno affrontati con lo stesso
equilibrio e la stessa disponibilità garantiti ad altri gruppi
sociali”.( David Buckingham)
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