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Lo
specchio di Akkuaria
Collana
di letteratura contemporanea
diretta
da Vera Ambra
…ti condurrò verso i verdi
labirinti
mostrandoti i luoghi
segreti,
intricati,
ove i rami e le fronde
intrecciano fitti dialoghi
scambiandosi effusioni
e generosi abbracci.
Simonetta
Sgroi è alla sua seconda pubblicazione di poesie per le Edizioni
Akkuaria. La prima raccolta dal titolo “L’involo dell’Essere”
edita nel febbraio del 2005, indaga l’inconscio in chiave poetica e
per mezzo dell’analisi riconduce l’Essere verso una nuova
consapevolezza più distaccata del quotidiano vivere. La poesia
“Profondità” racchiusa nella prima raccolta riceve il premio per la
Poesia nel novembre del 2004 a Ciriè (TO) nell’ambito del Concorso
Letterario nazionale “I veli della luna”.
In
questa seconda raccolta “Alchimie lontane”, l’autrice interpreta
in modo personale il tema del Mito, traendo dalle leggende greche un
rapporto alchemico con il mondo di oggi.
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QUELLE ALCHIMIE CHE SANANO
di Vera Ambra
Quando si sente parlare di alchimia, spontaneamente si fa riferimento all’antica arte, esercitata soprattutto durante il Medioevo. Alle sperimentazioni di tecniche artigianali
impiegate, venivano attribuite valenze religiose che simboleggiavano il cammino spirituale verso la meta dell’immortalità e, sebbene i suoi propositi fossero spesso dubbi e illusori, i concetti fondamentali dell’alchimia, che assorbono parte dei contenuti della teoria aristotelica della perfezione,
prevedono che il processo naturale secondo cui i metalli comuni venivano trasformati in oro nelle aree più profonde della Terra, e così resi perfetti dalle forze della natura, potessero essere riprodotti dall’attività e dall’esperienza di abili
artigiani.In questo modo Simonetta Sgroi, intraprende un viaggio nella zona più profonda della sua anima per appropriarsi dei mezzi necessari a guarire le ferite – presunte o veritiere –.Il crogiuolo dove fondere le parole è il mito.
Il mito si è sempre dimostrato una forma e un veicolo di conoscenza.
Simonetta Sgroi, nell’interpretare il rapporto tra mito e conoscenza, si appropria di alcune leggende elleniche e rimaneggiandole in versi, le fonde con la sua personale interpretazione, ma questo “discorrere razionale del verso” altro non è che il risultato di una determinata cultura, in cui è radicata.Per quale motivo – è lecito al lettore chiedersi – l’Autrice prende spunto dall’antica Grecia?Lasciando da parte le sue radici siciliane e il forte legame tuttora in lei presente con quest’isola, ove la Magna Grecia ha lasciato profonde tracce, è fuori di dubbio che gli antichi Greci siano stati i massimi esponenti del racconto e del poema di tipo alchemico. Essi interpretavano in modo mirabile certe leggende, conferendo persino agli eventi più cruenti un effetto taumaturgico o quanto meno benefico.È noto quanto gli ellenici fossero estremamente superstiziosi e vedessero soprattutto nella natura la furia o la benevolenza degli Dei. In tutti i casi queste bellissime narrazioni si sono tramandate alle successive generazioni e tuttora suscitano in quelle odierne un enorme fascino.
Nella poesia “Sangue di Medusa” l’Autrice invoca la mostruosa creatura uccisa da Perseo, chiedendole di potersi fare scudo con il suo sangue tramutato in corallo «Di quello scheletro calcareo / mi faccio scudo / Incenerir io possa / ogni sorta di malvagità».Altra interpretazione alchemica è data ne “La mandragola” «Dalle viscere della terra / odorosa di muschi e di erbe selvatiche / estrarremo la mandragola / la prodigiosa radice / che ogni dolor lenisce / ogni infermità sana».Le viscere alle quali Lei fa riferimento sono le proprie facoltà, la volontà di ognuno di far fronte alle avversità ed anche al dolore fisico.
La prodigiosa radice è intesa qui quale forza d’animo, ossia la enorme potenzialità di ogni essere umano di reagire nei confronti del male in senso stretto o più ampio della parola.L’Autrice non dimentica, inoltre, lo scaltro ed eroico Ulisse, rievocandolo nelle liriche “Vento di libeccio”, “Il canto delle sirene” e “Spirito insofferente”. Ella dedica altresì a Penelope e al fido cane Argo rispettivamente “La tessitrice” e “Cani sciolti”.Una particolare proprietà alchemica è data alla sua amata isola natìa, la Sicilia. “Il dono degli elementi” descrive in modo eloquente lo stretto legame fra Simonetta e questa terra: «Fuoco / acqua / terra e aria / è così che tu sei nata» rivedendo in essa se stessa «Generosa nelle forme / Esplosiva e prorompente».Grandi poteri di guarigione hanno gli elementi della natura, quali per esempio il mare in “Conducimi per mano” «dove ogni coscienza si perde / e solo purezza / silenzio / penetrino sotto la pelle».Altrettanto in “Alonisso”, ove «Custodi amorevoli / son le tue spumeggianti onde / In quel calore trovan ristoro e riposo / foche e delfini / celati agli occhi assassini».
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