“Il problema è che l’io affiora per quanto non vogliamo schiacciarlo, comprimerlo,

ma prima o poi questa piccola volontà andrà smarrita, come dico sempre:

il grande teatro deve essere buio e deserto.”
Carmelo Bene
 

 
Carmelo Bene, su qualsiasi tipo di palcoscenico, ha svolto un vero e proprio conflitto prima di tutto contro sé stesso e, successivamente, contro una storia alla quale non ha mai creduto. Egli non andava capito, spiegato o giustificato, ma andava vissuto, vivere nel suo mondo torbido, tormentato, anche dopo la sconfitta della razionalità, dopo la fine dell’illusione positivista, è pur sempre da considerare come uno stile di vita.

Carmelo camminava sempre dentro una cornice, si portava una cornice capisci, quindi erano scritti ma soprattutto erano invenzioni sceniche, la sua vera scrittura era in scena il testo lo scriveva ma l’invenzione era in scena, a volte mi faceva vedere dieci modi diversi di una scena, e insieme decidevamo quale fosse la più opportuna, la migliore.
Lydia Mancinelli

Qua e là, sollecitato, confessava il suo unico, moderato, cruccio di artista: non aver mai portato in scena il suo “Ritratto di Signora”, meditazione sulla figura del Cavalier Masoch “per intercessione della Beata Maria Goretti”.
Giancarlo Dotto
Giornalista, scrittore e autore teatrale italiano



ISBN 978-88-89418-62-8
Euro 12,00

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Salvo Bona nasce a Canicattì in provincia di Agrigento l’11 luglio del 1981. Fin da bambino manifesta una naturale propensione per il teatro e, crescendo, un vasto interesse per la letteratura teatrale italiana della seconda metà del novecento.
Dopo le scuole dell’obbligo prende il diploma in Perito tecnico commerciale, anche perché nel paesino in cui vive non c’è altro orientamento.
Sceglie di seguire la strada del teatro iscrivendosi presso la facoltà di lettere e filosofia nel corso di laurea in Storia dello spettacolo con indirizzo al teatro. In seguito frequenta vari corsi e seminari teatrali conseguendo anche un diploma e diversi attestati di frequenza.
Dal 2000 lavorato in teatro con Ugo De Vita, passando poi con diversi attori del calibro di Mario Scaccia, Marina Suma, Fabrizio Bracconieri sempre sotto la regia dello stesso Ugo De Vita.
Nel 2003 porta in scena uno spettacolo teatrale di Eugene Labiche una commedia francese, un Vaudeville, partecipando in diverse rassegne teatrali con la sua regia.
Nel 2004 frequenta il Campus, Accademia dello Spettacolo di Maurizio Costanzo conseguendone il diploma.
Nel 2005 prende fa parte del cast artistico del film Spigadoro con la regia di Giacomo Maimone.

 

Edizione 2005 © Associazione Akkuaria 
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