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VOCI DI DONNE della ex Jugoslavia

Dorta Jagić
Ana Brnardić
Antonija Novaković
Marija Andrijašević
Darija Žilić
Radmila Lazić
Dubravka Đurić


Traduzione a cura di Bojana Bratić
Revisione testo a cura di Divna Ivić

Negli anni ’80, in una ancora esistente Jugoslavia, la scena poetica inizia ad arricchirsi e l’influsso dello Stato nell’ambito della cultura diminuisce. La poesia si libera dalla staticità varcando i confini stilistici e geografici. Negli anni ’90 subentra l’ideologia nazionalista, i poeti si aprono a diverse possibilità poetiche e politiche e la poesia entra a far parte del dialogo sociale. Essa inizia ad offrire all’immaginazione politica e all’azione pratica un significato, un senso.
Le poesie scelte delle poetesse della ex Jugoslavia sono scritte in gran parte tra il 1990 e 2009, rispecchiano con lirismo nascosto la cruda verità dell’ambiente in cui vivono. Nelle loro poesie il limite tra letterario e parlato scompare, i frammenti di un passato frantumato si mescolano dentro al disordinato caos quotidiano. Le giovani poetesse croate sono agli inizi delle loro carriere, riportano una ventata d’aria fresca sulla scena letteraria sempre più aperta al mondo della donna. Le poetesse belgradesi sono delle veterane, impegnate da tempo politicamente, nel campo femminista e nel campo letterario. Le une e le altre rimangono in ottimi rapporti basati sulla qualità poetica  e non sulla provenienza geografica delle autrici.
Il mondo della donna non è qualcosa di statico, universale, omogeneo, ma qualcosa di stratificato, plurivalente, in continua trasformazione verso una nuova realtà dove l’arte, il corpo e la tecnologia possano ritrovarsi strettamente legati. 

Bojana Bratić Ivić nasce nel 1941 a Belgrado (Serbia), cresciuta a Spalato (Croazia), pubblica le sue prime poesie nelle riviste letterarie per giovani, Polet di Zagabria, Osvit e Vidik di Spalato. A Belgrado ottiene il diploma di maturità e in seguito, nella stessa città, si laurea in Lingua e letteratura italiana. Successivamente, a Zagabria, svolge il lavoro di bibliotecaria. Nel 1968 si trasferisce in Italia (Padova, Verona, Modena). A Verona segue corsi di letteratura italiana, di storia del teatro e del cinema, laureandosi in storia moderna con tesi sul mercante-scrittore di Dubrovnik del XV secolo, che viene pubblicata integralmente nella rivista universitaria belgradese Italica belgradensia. Scrive poesie, traduce, ama viaggiare. Vive tra Modena, Belgrado e Rovigno.

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