Paola Ragaglia

Piovevano su labbra fresche i tuoi occhi d'attesa

Poesie

 

UN FIRMAMENTO D'AMORE
 AVVOLGE ORA LE SUE NOTTI

Dove c'è Akkuaria sboccia la poesia!
A questo punto mi corre l'obbligo affermare, a pieni titoli, che l'Associazione, da me presieduta, è fucina di grandi e significativi fermenti culturali. E devo anche dire che
Akkuaria ha la “virtù” di concedere, a chi ci segue, il privilegio di condividere la gioia dell’aver fatto un qualcosa che principalmente è servito a sé stessi, alla propria vita…
agli altri e a noi stessi!
Sono ormai davvero tante le belle pagine che abbiamo scritto e condiviso, tra queste quelle di Paola Ragaglia, una mia conterranea che vive a Milano e che casualmente ho conosciuto tre anni fa a Catania. Era tra i premiati della seconda edizione del Concorso Letterario “Versi di ...Versi la poesia dell'Eros”. Una vera e propria piacevole scoperta, sia dal punto di vista letterario che umano.
Da quel giorno la nostra conoscenza si è arricchita sempre più e quotidianamente corre sul filo della corrispondenza e, quando, il tempo ce lo permette, della conversazione.
Fino a ieri, – e lo dico con presunzione – pensavo di conoscere e di possedere in comune parecchi interessi e tutto questo, spesso, per intenderci, non ha bisogno di gran quantità di parole, a volte solo di un piccolo cenno: un solo punto esclamativo o interrogativo. Un semplice punto per intenderci su grandi questioni che insieme – al di la della poesia – portiamo avanti, e che affronta il grande impegno civile e
morale nel sostenere gli indifesi, e in questo caso piccole creature: gli animai domestici.
Oggi ho trovato – con questa nuova raccolta – un qualcosa che in “particolare” mi ha colpito.
Lei mi colpito e basta!
Forse la sua “fragilità”?
Una “fragilità” intesa non come valore di poca resistenza. Tutt'altro. Una “fragilità” che, invece, si fortemente si dimostra come sinonimo di “delicatezza”, tenerezza, riservatezza, determinazione, forza di volontà. Una “fragilità” che le permette di essere duttile, di assumere qualsiasi forma le voglia: donna che lavora, donna impegnata nel sociale, moglie e compagna dell'uomo che ha scelto di amare. La donna che ha deciso di essere.
La Paola che, attraverso la scrittura Paola, è riuscita a scandagliare ad uno a uno tutti quei silenzi che in passato avevano inghiottito la sua vita, rendendola impotente e paurosa. Ma è stata proprio la scrittura che, nel suo abbraccio consolante, per lei ha “demolito” rigo dopo rigo un muro di pietre, ed ha trasformato i suoi silenziosi "singhiozzi" in un pianto di parole che, tuttavia, non sono solo serviti a liberare
la sua anima dagli accumuli di tensione, ma è giovato a predisporre quella parte di sé, pronta ad accogliere i doni che la vita era pronta a darle.
Tutto ciò è evidente nella raccolta poetica. Pubblicata con il titolo “La notte sta per finire”. Un esordio poetico per Paola Ragaglia che, senza ombra di dubbio segna ufficialmente il suo debutto nel campo della poesia ma è un titolo che quasi profeticamente la prepara ad accogliere a braccia aperte l'arrivo di nuovo e luminoso giorno.
Infine la "sua notte" volge al termine e l'alba è questo nuovo giorno si sveglia con un nome ben preciso: Carlo che, come nelle favole, è lì, semplicemente ad attenderla. È lì pronto a conficcare le forti radici del suo cuore innamorato.
Un cuore che presto sparge il suo profumo d'amore e che presto coronare questo sogno con fiori d'arancio Ormai è trascorso il tempo delle paure, delle incertezze, ma è stato proprio nell'affrontare questi aspetti della sua persona, attraverso una lunga e capillare introspezione, guidata sulla carta dalla poesia che giunge alla sintesi e ritrova l'armonia con se stessa e con ciò che la circonda. Adesso la notte non fa più paura. Adesso la notte è un rifugio dove avvolgersi tra le braccia dell'uomo che ama e che l'avvolge. 
Ed è proprio in questa raggiunta (e sofferta) serenità che riesce finalmente ad amare se stessa e a donare l'amore per l'amore.


Mille e mille volte
mi ascolterai ripetere
"Ti amo"
ma tu ...no ...non rispondermi “...anche io...”
– adoro il sorriso con cui raccogli in silenzio
le mie parole sul cuore. –

L'amore autentico per l'uomo che oggi è suo marito e l'incanto per la natura caratterizzano questa nuova raccolta di poesie dove in ogni suo verso trabocca d'amore e quasi di incredulità nello scoprire che l'amore è il più grande di tutti i sorrisi.

Vera Ambra

CAMPI DORATI
Vorrei essere ancora bimba
quando il sole mi riscaldava
e credevo in ogni cosa.
Adesso non vivo nei campi dorati,
ogni sensazione della fanciullezza m'è stata distrutta
l'animo è cambiato e odio ciò che sono diventata.
Sto cadendo e dovrei farmi strada e
non lasciarmi travolgere da pensieri confusi.
Cerco di mandare via il dolore, ma resta, tenace
fin quando riuscirò ad estirparlo dal fondo del cuore.
Credere in me.
ho solo costruito un incubo
un mondo dove amo rifugiarmi.
Eppure il sole tornerà a scaldarmi
e dovrei muovermi, non spaventarmi da ciò che vedo.
Invece resto qui paralizzata dalla paura,
abbagliata dalle lacrime
al sicuro, nascosta nelle tenebre della notte.

Paola Ragaglia nasce a Catania nel 1971.
Fino alla sua maggiore età risiede ad Augusta.
Ritorna, poi, nella sua città natale per seguire gli studi universitari. Nel 1998, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche, si trasferisce, per motivi di lavoro, a Milano. Raggiunta un'adeguata sistemazione lavorativa, si dedica al volontariato. Aderisce così a varie iniziative proposte da diverse Associazioni, e impiega parecchio del suo tempo presso strutture che promuovono la tutela e difesa degli animali.
La lontananza dalla città natale e dalla famiglia la inducono fortemente a guardarsi indietro negli anni, e a percepire come la voglia di crescere l'ha fatta correre in fretta.

Così, nel formulare un veloce bilancio, si accorge d'aver lasciato alle spalle gli anni della fanciullezza e la gioia della spensieratezza.
Per colmare questo suo reale senso di perdita chiede aiuto alla penna, amica fedele dei diari di un tempo.. Ed ecco che il bisogno di respirare quella vita che ormai è alle spalle, riappare con il suo primo verso: "Vorrei essere ancora bimba / quando credevo in ogni cosa / quando il sole mi riscaldava".
Avviene così il magico incontro con la poesia e sono i suoi versi ad attutire la nostalgia dei profumi e dei colori della terra, della mancanza della famiglia, degli amici d'infanzia, degli affetti e dei ricordi più cari. "Adesso non vivo più nei campi dorati / ogni sensazione della/ fanciullezza m'è stata distrutta / il cuore è cambiato e odio ciò che sono diventata / così il sole non mi riscalda più".
La vita guarda in avanti e non indietro. Per soffocare il distacco dalla sua terra, sempre viva e presente, Paola, pur strappandosi il cuore uccide il dolore che urla da dentro il petto.
È l'inevitabile compromesso della vita che ci spinge a cambiare e per accettare ciò Paola s'ubriaca di suoni "per non sentire più le lame / che trafiggono l'anima".
Però, per Paola, oggi c'è la consapevolezza di aver fatto una giusta scelta ed è grata alla città di Milano che l'ha accolta a braccia aperte.

Vera Ambra

 

Edizione 2005 © Associazione Akkuaria 
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