L’azzurro
gusto
di Mariella Sudano
di Luigi Milani
Mariella Sudano è poetessa e pittrice. Ha una
grande passione per il teatro greco, dipinge ispirandosi agli
impressionisti e disegna astratti. È nata a Catania e vive a
Palagonia, dove lavora come insegnante. Fatalmente, la terra
d’origine segna l’artista nell’intimo, conferendo alla sua opera di
poetessa e illustratrice quel carattere di solare passionalità che è
tipico della regione. Un carattere piacevolmente mediterraneo, che
fa del colore - l’azzurro, naturalmente - quasi una religione, una
ragione di vita.
Azzurro Gusto“, la silloge meritoriamente
pubblicata da Akkuaria ,
rispecchia fedelmente quelle che assurgono a caratteristiche
archetipiche dell’approccio dell’autrice alla poesia e all’arte
figurativa: alludo alla ricerca della segreta armonia racchiusa
nelle combinazioni di versi spesso anch’essi legati a temi astratti,
come le curatissime immagini che fanno da preziosa cornice alle
poesie della Sudano.
Devo confessare la mia personale indecisione, nel decidere quale
delle due dimensioni - la disegnatrice dal tratto sicuro e denso di
particolari e la poetessa innamorata della forza evocativa del verso
- prevalga nella sfera artistica di Mariella Sudano. Ebbene, credo
di poter affermare che esse ben rappresentano la dialettica
interiore di suggestioni, passioni e motivazioni interiori che,
saldate indissolubilmente come sono tra esse, costituiscono in
realtà un suggestivo unicum artistico. Ho l’impressione che
sentiremo parlare ancora a lungo di Mariella.
Immagine e poesia mi sembrano due facce di una stessa
medaglia per te: qual è la dinamica che ti induce a preferire una
forma espressiva piuttosto che un’altra?
Scrivere poesia è per me l’esigenza di coniugare l’affettività con
le parole che mi ritornano indietro come musica e fotografia
dell’emozione che sto provando, posso vedere e sentire fuori di me
quello che mi sta dando gioia o dolore. Fisso all’esterno e comunico
dentro uno spazio che diventa luogo d’incontro con chi mi legge.
Con gli astratti rappresento me stessa attraverso un linguaggio
universale, onirico in una forma oserei dire, istrionica… Sono ogni
segno che traccio: volo, salto, sogno, amo. Vivo dentro una
dimensione di libertà assoluta. Ogni astratto mi rappresenta come un
paradigma.
I
tuoi disegni mostrano un piglio sicuro, professionale, un tratto ben
riconoscibile. Come sei approdata a tale, invidiabile, risultato?
Ti ringrazio per il complimento… Penso che a farla da padrona sia la
mia buona abilità oculo-manuale. Attraverso la sicurezza del segno,
m’impongo e mi declino.
La copertina del tuo libro ospita un tuo disegno
estremamente complesso. Cosa rappresenta?
Rappresenta me. Una molteplicità di emozioni e sogni non relegabili,
infatti il cerchio è spezzato.
Mi percepisco in osmosi con il mondo. Non ci sarebbe nessuna
crescita nella chiusura: vivere è svilupparsi, muoversi con gli
altri, mantenendo la propria identità.
Il colore esercita
una grande attrattiva su di te. Dovessi attribuire una tinta alla
tua poesia, quale sceglieresti, e perché?
La mia poesia ha i colori di una ricchissima tavolozza, vivaci e
freschi al contempo… ha il colore d’azzurro gusto!
La passione, la
sensualità e la femminilità assurgono al rango di elementi fondanti
nella tua poesia. Ti senti più vicina a una dimensione dionisiaca o
apollinea?
Entrambe le dimensioni vivono in me e le ricerco in egual misura.
Credo che la bellezza non si trovi nella simmetria ma nell’armonia
di elementi asimmetrici.
Quali sono i tuoi
modelli poetici, se ne hai?
Non ho modelli poetici ai quali m’ispiro. Ciononostante, i poeti che
amo leggere sono: Neruda, Garcia Lorca, Hikmet, Dickinson,
Baudelaire, Verlaine, D’Annunzio, Kavafis e tanti altri.
… E quelli
pittorici?
Adoro Kandinskij, Mirò, Klimt, Pollock, Magritte, Fontana, Escher,
Dalì e credo che l’elenco possa ancora aumentare, mi dispiace
ripetere il verbo iniziale, ma di questo si tratta, adoro l’arte,
l’originalità di ciascun artista che rappresenta in forma nuova,
pensieri e miti di ogni tempo.
Quale ambito senti
più congeniale, quello poetico o quello figurativo?
Li sento entrambi congeniali, non posso dire di preferirne uno
piuttosto che un altro. Quando vidi la prima di stampa di Azzurro
gusto, ero particolarmente soddisfatta e felice di vedere una
caratteristica espressiva che m’accompagna da sempre: poesie e
disegni insieme, negli stessi fogli, nelle stesse pagine. Parole e
segni: le mie vesti.
A cosa stai
lavorando in questo momento?
Sto lavorando a un testo che potrei definire surrealonirico e ad una
silloge poetica legata a una raccolta d’astratti.

Mariella Sudano
Azzurro Gusto
Edizioni Akkuaria
Collana: Lo specchio di Akkuaria
Pagine: 79
ISBN: 8889418974
Data di pubblicazione: 2008
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