Essere uomo ed essere poeta…
Come i cani che abbaiano alla luna per natura, per la pazienza di star lí ad ascoltare…

                                  Franco Loi

Marco Milone è nato a Palermo. Giovanissimo inizia la sua formazione poetica. Si diploma presso il Liceo Classico Umberto I, ove ha seguito un corso di recitazione di poesie. Ma è la “scrittura” la materia che più lo affascina. 

Il suo cammino, come d’altra parte lo è quello di chi sa cosa vuole cercare, lo porta su più strade che le percorre tutte fino in fondo. È qui che inizia un vero e proprio dialogo con la scrittura. Egli sa bene che la scrittura è l’espressione artistica del pensiero, ma – se il pensiero è già in sé “creazione” – egli attraverso la parola scritta inizia a risvegliare quell’energia che lo aiuta a condividere con altri le emozioni che è in grado di far vivere su di un foglio di carta.
Nel luglio 2000 ha esposto la lirica “Illusione o speranza?” per la manifestazione “Forme d’Arte”, ove gli viene conferito un diploma di merito per essersi distinto nel corso dell’anno con la sua attività poetica. E, dopo aver partecipato ad alcuni concorsi di poesie, si classifica nei primi posti in diversi Premi. 
le sue opere, sia di poesia e sia di narrativa vengono pubblicate in diverse antologie.
Ed è proprio il risultato di ciò che va cercando che lo porta a proseguire in avanti. Inizia così a collaborare con la Redazione di Flash giovani, di Rorscach e L’indice dei libri e con la casa editrice Coconino. Attualmente è redattore della rivista Inguine magazine e delle e-zine Ultrazine e Comicus ove ha tenuto la rubrica Undercomics; collaboratore della casa editrice Comixcomunity, delle riviste Succo acido e Atlantide, e delle e-zine Comicscode e Lospaziobianco. 
Nel momento in cui il rumore della quotidianità prevale su tutto il bisogno del silenzio diventa impellente. Il Silenzio: condizione utile per raccogliersi in sé stessi e riflettere. Nel 2003 la Ghost edizioni ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti “L’eterna condanna ed altri racconti”. Dal 2004 è responsabile delle attività culturali dell’ INVES. Ha curato per le edizioni Unicopli una bibliografia del fumetto di prossima pubblicazione. Ed ecco che Marco si ripresenta con la silloge “Geometria del Silenzio.
Questo è quanto propone l’Autore, con questa raccolta, a quell’ipotetico “Lui” cui rivolge i propri pensieri: «(Lui) Osserva le nostre azioni / e spia ogni sensazione dei vivi / ma per chi percorre la vigilia dei sensi / non prosciugherebbe un ruscello / Lui sa che la vita è solo nostra».
C’è una sorta di viva e profonda malinconica impotenza nei versi di Marco. Un’impotenza che è riconducibile all’odierno mal di vivere.
Per questo motivo si rivolge a questa forza sconosciuta e paragona il di “Lui” spirito alla stessa forza indomita che ha il mare in tempesta e in qualche modo lo accusa della sua irrazionalità causata dall’oblio in cui l’umanità è caduta in basso.
«Ogni qualvolta scompare / tu gemi nell’oscurità».
Anche Marco tende a porre l’accento la superficialità con cui oggi l’umanità affronta la vita ed egli sente tutt’intorno a sé l’aleggiare della stanchezza delle illusioni che, ripiegate su se stesse, producono solamente forti stadi di compatimento.
«Non pretendo tanto / solamente una parola / almeno un addio».
La delusione è la conseguenza di un distacco, il malessere che ha lasciato, «In un mare di foglie / si disperdono / le mie dolci speranze» ma è anche quella consapevolezza che lo induce al rifiuto e alla ribellione. «Se ti confessassi le mie espiazioni / il mio volto diventerebbe purpureo / fino allo spirar del soffio vitale».

                                                       Vera Ambra

Edizione 2005 © Associazione Akkuaria 
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