Io sono entrato in questa foresta, scappando da tutto e da tutti e da quello che ero per ritrovare me e me soltanto, nudo, senza pretese. E nudo vorrei restare dopo questa battaglia
finale. Disarmato ma vero.
Graffiato e sanguinante anche. Ma vero. Io. Stavolta. Marko. Ricominciare da capo o soltanto cominciare una volta per tutte.
…Presentando Agapimu…
Parlare di Agapimu è maneggiare una porcellana rara, forse perché il processo di nascita di questo libro, per me, si avvicina molto al processo di nascita di una vita umana: lo spermio, la stilla di vita, che feconda l'ovulo materno per dare il via al mistero dell'esserci.
Scrivere Agapimu è stato un divenire catalizzatore di parole, sensazioni, segreti, emozioni: tra le mie dita che lasciavano impresse nero su bianco quelle immagini, ero sia madre che padre.
Agapimu è una canzone di notte.
Agapimu è un lamento.
Agapimu è una folle speranza.
L'ho scritto in due mesi questo libro, senza chiedermi se andasse bene o meno: non cercavo la perfezione calcolatrice e fredda, quanto il caldo di angoli smussati, le sfumature che lo rendono così scomodo. Volevo che fosse imperfetto per non alterare la sua verità.
Agapimu in greco significa "Amore mio".
L'amore mio di cui parlo nel libro è visto da varie angolazioni: amore mio inteso come la persona per cui si nutre un sentimento, amore mio inteso come il mio sentimento vivisezionato ed analizzato, amore mio inteso come la Vita e tutto quello che le ruota intorno.
Una cosa che da sempre mi ha affascinato è stato poi il concetto di sfumatura. Nel libro, all'inizio, chiudo un paragrafo sottolineando che le parole sono camaleonti rari e perfetti.
Questo è per me molto importante: le parole hanno un loro proprio stretto significato e significante, c'è un'importanza delle parole che deve essere rimarcata e radicata in ognuno di noi. Usare una parola, qualsiasi essa sia, richiede un'enorme responsabilità: l'esempio più eclatante lo si ha appunto col termine Amore, macinato, usato, berciato e buttato là per ogni minima cosa, troppo spesso tralasciando la sua importanza. Detto questo, è anche vero però che se le parole hanno un loro proprio significato, hanno anche delle angolazioni, dei punti di vista, delle sfumature racchiuse nel loro stesso senso, pregne di un fascino innegabile.
Tutto dipende dalla prospettiva in cui le si guarda.
Tutto dipende dal modo in cui le si pronuncia.
Ti amo non significa solo Ti amo.
Ti amo, a volte, può anche voler significare tutt'altro.
Si può dire Ti amo per dire Ti odio.
Tanto quanto è vero l'esatto contrario.
Frequentemente ci chiediamo che cosa sia l'amore e molte volte, per non dire sempre, ci ritroviamo con troppa confusione in testa e poche risposte negli occhi.
L'amore è davvero tutto rose e fiori come vogliono farci credere?
O forse è solo dolore come tanti dicono?
L'amore è davvero terapeutico?
L'amore è davvero omicida?
Agapimu in quanto libro non si pone il termine di rivelare cosa sia l'amore, sarebbe fin troppo pretenzioso, quanto forse lo è già il solo chiederselo, però accetta di analizzare sotto plurimi punti di vista, da diverse angolature, le varie sfumature che compongono il sentimento d'amore e la sua negazione.
Il linguaggio che ho scelto per questo testo è molto scarno, essenziale, crudo, tranne poi per trasformarsi quando subentrano momenti di stasi, attimi ovattati, in cui si galleggia come racchiusi dentro ad una bolla di sapone che sembra sempre sul punto di rompersi.
Agapimu analizza in modo violentemente lucido quel vortice di pensieri che si aggirano nella testa di una persona per tutte, facendosi comune denominatore di un "malessere" comune.
Il peccato, se così lo si può chiamare, sta nel voler trovare le risposte ai perché di Dio e della Vita nelle proprie mani.
Amare è di per sé un'esperienza che racchiude altre mille esperienze nel suo grembo. L'amore non è mai specifico, non è solo bello o solo brutto. L'amore è un insieme di tutto questo. L'amore è istintivo, violento, dolce, arrendevole, curativo, pericoloso, bellissimo, terrificante, completo.
Ed è proprio questa completezza e complessità del sentimento ad offrirci un'esperienza di metamorfosi.
Una metamorfosi che a volte è crescita e che altre volte è maledizione.
Il libro è suddiviso in tre strati principali. I paragrafi intitolati "Del mio meglio" raccontano la storia principale in un tempo presente, quelli intitolati "Pensierino" sono attimi in cui il tempo è fermo, fotografie e descrizioni di attimi precisi, dove l'unico movimento continuo è quello dei pensieri appunto, poi ci sono i vari "Flashback" dove si raccontano i ricordi, sguardi indietro nel passato, a volte pieni di amarezza, altre volte di orgoglio, a volte tersi, altre volte cupi, ma sempre parte dei miei giorni, nel bene e nel male.
Tutti questi strati, intersecati tra di loro, compongono la struttura di Agapimu.
La scelta, poi, di inserire un supporto musicale al testo, viene invece dalla voglia di voler rendere più complete e piene di atmosfera ed elementi visivi, certe immagini o sensazioni provate.
Le canzoni del testo sono canzoni per me importantissime, che fanno parte della colonna sonora della mia vita. Canzoni che vanno non solo attentamente ascoltate, ma anche vissute: in quelle parole c'è raccontato più di quanto possa essere scritto in mille libri.
Agapimu è un libro che naviga nella notte, poiché è di notte che è stato scritto.
Agapimu nasce dal dolore, ma anche e soprattutto dalla speranza.
Agapimu celebra i ricordi, quelli miei, veri, puri.
Agapimu sublima il dolore alla linea di confine col piacere.
Agapimu è la nostalgia provata guardando una vecchia fotografia dai bordi ingialliti.
Agapimu è guardarsi indietro e sorridere amorevolmente dei propri errori.
Agapimu è quello che forse non pensavi di dire mai a nessuno, ma che qualcun altro ha gridato per te.
Forse è presuntuoso dirlo…ma è infinitamente rappacificante.
Marko.