Eclissi
nello stomaco è la storia autobiografia di Luciana
Morelli. Oggi ha 23 anni ed è un’ex
anoressica. Il suo disagio è iniziato quando i suoi
rotolini di grasso l’hanno trascinata in una sorta di
dramma da cui non è facile uscirne. La prima
sensazione che ho avuto, quando mi sono ritrovata il suo
manoscritto in mano, è stata la netta sensazione d’una
lama che d’improvviso trafigge la gola. Guardarla così
da vicino, attraverso le sue righe mi parve di trovarmi davanti
ad un cucciolo appena nato. Mi ritrovai, in un lampo, ad
entrare in questa sua sorta di chiasso, che al fine sapeva di
silenzio e con molto rispetto, quasi con un senso di sacro, mi
sono addentrata, pagina dietro pagina, in quell’intero
universo sconosciuto che era la sua giovane vita. Luciana
è figlia di quest’ultima generazione. Figlia di
un’età che ha a che fare con tutte le problematiche
che abbracciano la sfera dell’adolescenza e ancora prima di
quelle trascorse durante la sua infanzia. Una generazione che
oggi ha a che fare con l’aridità di una quotidianità
segnata dalla fretta, dall’assenza dei genitori,
spessissimo assenti per motivi di lavoro o per il bisogno di
realizzarsi socialmente. A tirare le somme da tutto questo sono i
bambini. Spesso tutto l’affetto, l’amore e
l’attenzione che si può donare loro non basta. Non
basta per il semplice motivo che gli adulti sono motivati a
pensare che tutto ciò che si fa per i figli, si fa per il
loro bene. Magari certi sensi di colpa si superano con costosi
regali. Non ci si chiede mai che basterebbe pensare che non è
la quantità di tempo che si trascorre con i "figli",
ma la qualità del tempo che si spende con loro. Non ci
si chiede mai che a volte la cosa migliore da fare non è
insegnare ai figli, ma imparare dai figli. Leggere le pagine
di Luciana significa entrare nel vivo della quotidianità
di una normalissima famiglia, una delle tante famiglie italiane.
Luciana ci porta con mano in quella che potrebbe essere la nostra
famiglia, i nostri familiari, la nostra casa e c'indica con la
punta del dito ogni piega di quelle pagine scritte nel libro
delle nostre singole vite e che sicuramente abbiamo
dimenticato. La mano di Luciana denuncia quel mondo che pur
avendolo ogni giorno sotto gli occhi, non lo vediamo. Un mondo
che si traduce in massima parte in tanti piccoli surrogati
d’affetto, propinati dalla pubblicità sotto forma
d’oggetti del desiderio, ma nessun oggetto è in
grado di riempire il vuoto creato dal mancato sostegno
emotivo. Tutti i bisogni di Luciana via via si sono
tradotti in pagine scritte, quelle pagine che oggi si presentano
in un libro…
Vera Ambra
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