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Laura Rapicavoli
Racconti di parallela quotidianità

Storie dall’equidistante mondo dei sentimenti


 

“Racconti di parallela quotidianità”, come se il quotidiano ci offrisse una doppia via da seguire; da scegliere ogni giorno appena si mette in moto il mondo.
Viene da chiedersi: abbiamo la possibilità di scegliere la nostra quotidianità così come facciamo col vestito da indossare? Di fatto la mattina appena ci alziamo si fa strada l’umore, magari frutto di una nottata passata saporitamente o frutto di un brutto sogno; l’umore influenza la scelta del vestito da indossare e dei colori da irradiare e una volta fatta questa operazione ci guardiamo allo specchio nel tentativo di scorgere quale faccia ci accompagnerà durante il giorno.
È un rituale che ripetiamo ogni mattina e crediamo che tutto sia normale o casuale.
In realtà appena poggiamo i piedi per terra cerchiamo la “maschera”, di pirandelliana memoria, da far calzare perfettamente sul nostro viso, affinché nessuno se ne accorga.
Il colmo è che i primi ad accorgercene siamo proprio noi e conviviamo con una sorta di dualismo tra la vita che viviamo e quella che vorremmo vivere; tra l’amore che ci è capitato “fra i piedi” e quello cui aneliamo.
Questo il leitmotiv che attraversa i nove racconti di Laura Rapicavoli al suo esordio con la narrativa.
La giovane autrice affronta il tema del dualismo esistenziale che attanaglia l’uomo del nostro tempo.
Fra le righe dei racconti, ma anche in modo chiaro e palese, emergono le frustrazioni, le speranze, i sogni, le aspettative dei giovani del XXI secolo nei confronti di una società che li ha lasciati “orfani” della propria identità.
I personaggi di Laura Rapicavoli sono in cerca di valori, d’amore, di sentimenti di amicizia, soprattutto di una realizzazione personale e professionale, costretti a “inventarsi” una realtà parallela per sopperire alle continue “sconfitte” alle quali la vita li piega.
I personaggi di Laura Rapicavoli sognano ad occhi aperti (e spesso ad occhi chiusi).
Spesso confondono i sogni con la realtà e ciò li porta allo schianto contro una verità spietata e implacabile contro la quale si rassegnano accontentandosi di ciò che infine si ha.
Così per Nives, la protagonista del racconto “Dietro l’angolo” che riversa, infine, tutte le sue attenzioni e speranze sulla figlia Giulia, dopo un matrimonio frantumatosi nella violenza domestica.
Ancora un rapporto a due travagliato in “Illusione in una mattina di sole” in cui una gravidanza inattesa butta nel panico Sandro che alla fine accetta l’arrivo del figlio.
In più di un racconto l’autrice affronta il tema della gravidanza, causa di attriti di coppia ma anche di conciliazioni per l’arrivo di una nuova creatura.
Particolare attenzione viene posta dalla neoscrittrice su ciò che ogni essere umano pensa o possa pensare veramente durante la sua quotidianità; anche su quei pensieri di cui ognuno di noi non ammetterebbe mai l’esistenza.
In effetti, quante volte durante il giorno facciamo pensieri concupiscenti nei confronti dell’altro sesso pur essendo felicemente accoppiati? Quante volte si vivono delle relazioni “mentali” che non si traducono mai nei fatti ma che accompagnano la nostra immaginazione durante la giornata? O ancora, quante volte sogniamo ad occhi aperti di raggiungere posizioni di prestigio in ambito lavorativo?
Queste ed altre sensazioni vengono intrecciate nei racconti in brevissime pennellate con delle sfumature che lasciano intravedere un possibile finale diverso, in base al vissuto del lettore e alla sua weltanschauung. Tanti piccoli bozzetti, vere “Innocenti divagazioni” (racconto principe della raccolta) che potrebbero tradursi in soggetti teatrali dal momento che la nostra autrice nasce e cresce col teatro.
 
 

Alfio Patti

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