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È questa una poesia dove le emozioni forti sono espresse con femminile
candore, nel soffio di silenzi interiori, con suggestiva liricità e dove
non c’è posto per toni patetici.
L’implicita connotazione degli elementi autobiografici si apre ai mondi
cangianti del desiderio di amore, del panteismo patrio, del dolore
provocato dalla perdita del caro fratello, la cui morte non è vista come
un perdersi nel nulla, bensí come un ricongiungimento spirituale nelle
sfere metafisiche.
Nella “finzione poetica” di Ivana, da un semplice toponimo, Cavtat,
s’assurge a luogo d’incontro cosmico, tempestato in modo sublime di
stelle bianche, di “mjenduli” (mandorli).
Il chiarore abbagliante del sole, del cielo e del mare, delle aurore
mediterranee è l’humus di cui sono intessuti i suoi versi, versi di
dolore e speranza, di entusiasmi estetici, versi di spirito ed anima,
allo stesso tempo eppure separati, versi che ci conducono alle armonie
superiori di bellezza e sensibilità.
Jean-Paul Sartre, all’uscita del romanzo “Lo straniero” di Camus, nel
1942, scrisse:
“È giunto a noi dall’altra parte della linea di demarcazione, dall’altra
riva del mare. In questa rigida primavera, senza toni aspri ci ha
parlato del sole, non come un qualche miracolo esotico, ma con quella
dolente vicinanza propria a coloro che ne hanno goduto a pieno il
calore”.
Per quanto non si possano mettere a confronto, sia per il genere
letterario che per i temi trattati, entrambe le opere sono
caratterizzare da un palese, poetico canto al sole.
Ivana canta del sole con profondo ardore e con un calore umano a noi
così necessari, oggidì, per poter sopravvivere e diventare più umani in
questi tempi gelidi ed insensibili.
Mr. sc. Ana Dalmatin,
Primavera precoce, 2003.
Dubrovnik
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Ivana
Marija Vidovic nasce a Dubrovnik. Inizia i suoi studi di musica per
pianoforte all’età di 4 anni e in particolare al Conservato-rio Luka
Sorkočević della stessa città dove nasce.
Il suo primo insegnate è stato Lukre Cobenzl, continua con Vesna Miletić
e, in seguito, completa i suoi studi nel 1991/92 mentre è in corso la
guerra in Croazia.
Prosegue i suoi studi all’Accademia di musica di Lubiana in Slovenia,
con Tatjana Ognjanovič e si laurea con il massimo dei voti nel 2002.
Durante i suoi studi, come allieva, lei riesce a presentarsi come
solista con la Orchestra Sinfonica di Dubrovnik e nei recitals in
Croazia, Slovenia, Italia e negli USA. Malgrado le sofferenze causate da
un grave incidente nel 1996, prosegue ugualmente i suoi studi musicali e
letterari, mostrando una vera sensibilità per la poesia.
Nel 1997 si presenta nuovamente con l’Orchestra Sinfonica di Dubrovnik
con il concerto in Fa maggiore di Mozart KV 459, con il quale ka vinto
il premio “France Preseren”, presso l’Academia di Lubiana, Slovenia.
Successivamente continua gli studi e i corsi con i grandi nomi del
pianismo mondiale, in particolare c'è da sottolineare gli incontri con:
Evgenij Timakin; Naum Starkmann (Mosca); Alberto Portugheis (Londra);
Eugen Indjic (Parigi).
Nello scorso anno la Vidovic ha avuto il privilegio d’incontrare e
lavorare con il maestro Lazar Berman (Russia/Italy), questo fino alla
sua scomparsa. Attualmente ha l’opportunità di studiare con Alicia de
Larrocha a Barcellona.
Ma c’è un particolare importante e, infatti, si può dire che sono tanti
i compositori sloveni che hanno dedicato a Ivana le loro composizioni,
fra questi: Primož Ramovš, Gregor Pirš, il Žiga Stanič, compositore
croato Pero Šiša e il compositore inglese Peter Seabourne.
La sua passione nell’interpretazione dona a tutte le composizioni da lei
suonate un particolare stile che spesso vede il pubblico coin-volto
attivamente durante i suoi concerti.
La Vidovic è una pianista di dimostrata notorietà internazionale, cosí
da vederla impegnata spesso in concerti sia in Croazia e sia all’estero.
Alcuni dei suoi maggiori concerti e fra questi i più in vista: al
Palazzo dei Rettori di Dubrovnik; al Revelin fortezza di Dubrovnik; al
Glazbeni Zavod a Zagabria per poi vederla nella piccola sala di
Slovenska Filharmonia; in Bosnia ed Hercegovina; in Montenegro poi
Italia e Spagna; USA e Canada; per poi arrivare in UK al Regent Hall; al
Steinway Hall e nell’agosto 2005 al St Martin-in-the-Fields e nel 2006 a
St James Piccadilly a Londra. Nel 2006 si è esibita in famosi Festivals
come il Festival di Dubrovnik; Sorrento-Dubrovnik a Sorrento e Due
Sponde un mare a Termoli.
Nel corso dello stesso anno ha avuto una serie di concerti in Sud
America ed il suo debutto a Buenos Aires.
Ma oltre a ciò, Ivana non è solamente una musicista. Infatti, la sua
carriera vede anche tre libri di poesie pubblicati, uno scritto in
gioventù e pubblicato in Croazia nel 2003 dal titolo Raccolta di poesie.
Nell’anno 2006 pubblica gli altri due: il primo tradotto in sloveno con
il titolo Srečno otroštvo e l’altro pubblicato in 4 lingue (Croato,
Italiano, Inglese, Francese).
Ispirata dal ciclo per pianoforte dello stesso titolo Život cvijeća (La
vita dei fiori) ha dedicato questa sua opera alla grande compositrice
croata Dora Pejacevic che ha composto i brani musicali Blumenleben (La
vita dei fiori) op.19, che Ivana Marija Vidovic spesso presenta al
pianoforte insieme al suo libro.
I suoi testi, ricchi di valori e sensibilità sono piacevoli, oltre al
fatto che pur esprimendo dei concetti complessi, la sua espressione è
sempre molto semplice e comprensibile per tutti.
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Edizione 2005 © Associazione Akkuaria
www.akkuaria.org
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