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FIMMINA
NOVA
Intervento
critico di Alfio Patti
LA DOLCEZZA DELLE ILLUSIONI
Nutrirsi di "scattìu
di faiddi" e rubarne lo splendore, ci può riportare
indietro nel tempo, e precisamente alla fiaba di Cenerentola.
Anche Cenerentola potrebbe
diventare attuale se non si trattasse, come nel caso di Ida Giulia
La Rosa di una realtà che vuole diventare finzione. lda Giulia è
una poetessa molto complessa che ha scoperto la poesia dopo aver
condotto una vita tormentata, non facile.
"Che ne sa la gente"
– dice in Mazzamareddi – "che cosa si prova a
scavare nelle piaghe delle proprie disgrazie, prima di affidarne
il racconto ad una poesia?"
Ma la sua non vuole essere una
poesia "consolatrice", non se ne serve per leccarsi le
ferite, per le ingiustizie subite o per una sorte avversa. Ida
Giulia La Rosa usa la poesia come mezzo
"rivoluzionario".
Da un primo impulso, istintivo
anche se non primitivo, la Nostra è esplosa come l'Etna, con la
stessa sua carica, e ce ne diede prova già nel 1988, con il suo
primo libro "Il Diavolo e... Giulia".
Senza i precisi riferimenti alla
sua vita, che in "Fimmina nova" riflettono tutti
i momenti che sin qui l'hanno accompagnata, forse avrebbe esordito
con una vicenda struggentemente umana, ma non avrebbe mai
abbracciato la poesia, che costituisce il cielo sotto il quale il
vissuto reale riesce a diventare "immaginario".
Ed è grazie all'immaginario che
ella è riuscita a colorare la sua vita, esorcizzandola coi versi,
immagine dopo immagine, colore dopo colore.
Quello che terrei a sottolineare
è che Ida Giulia non è una vinta e non è una pessimista",
risorge come "l'Araba fenice", nelle vesti di valida
poetessa e di donna nuova: l'apparente disperazione trova sempre
quell'opposto che è tipico dello scomporsi e del comporsi.
In questa nuova visione del
mondo, ora più distaccata e compiuta, Ida Giulia La Rosa, dalle
proprie carni, trasferisce la propria vita sulla carta.
Sia che si serva della metafora,
di simboli, sia che realisticamente i versi divengano i termini
concreti di una confessione, Ida Giulia riesce a cogliere alcune
verità esistenziali che sono il nostro patrimonio umano e
spirituale
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Note critiche di
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