In copertina opera di Salvatore Boccia

 

LA SEMPLICITÀ È IL SEGRETO DELL’ESISTENZA
di Vera Ambra
 



Uno dei principali motivi che mi ha spinto a promuovere e spingere fortemente la poesia nasce da “qui”, da questo preciso punto: dalle pagine che tra poco sfoglierete.
L’autore in questione è mio figlio Giorgio.
Al tempo in cui ho trovato il dischetto che conteneva le sue cose aveva 11 anni. In quel periodo ancora si portava addosso il peso della mia separazione dal padre e della separazione dal fratello maggiore che ingiustamente e senza alcun motivo il Tribunale affidò al padre. In quel periodo il mondo non girava come voleva lui, l’esistenza aveva già iniziato da molto tempo a macinarlo senza sosta e in più, oltre le mille difficoltà del nostro quotidiano, Giorgio aveva grossi problemi a scuola, problemi trascinati sin oltre le medie. Problemi ai quali molti anni dopo diedi un nome ben preciso: dislessia. Nessuno degli insegnanti né la psicologa della scuola se ne erano accorti.
Il dislessico ha difficoltà ad apprendere nei normali tempi la lettura, la scrittura o il calcolo aritmetico e con i normali metodi di insegnamento, ma se questo problema non viene identificato nei primi anni della scuola primaria le conseguenze possono risultare di una certa gravità.
Forse l’aver avuto a che fare con molti cuccioli d’animali ha sviluppato in me qualche marcia in più e quando mi resi conto delle grosse difficoltà in cui si trovava Giorgio adottai nei suoi confronti tutti i metodi che lì per lì ritenevo buoni al momento: l’obiettivo era trovare la chiave di lettura per entrare nel suo cervello.
Furono anni duri, ma l’amore verso i miei figli e il loro nei miei confronti ha permesso a noi tutti di superare ostacoli e barriere e in questo non ci mai siamo persi d’animo.
Con molta fatica mi sono convinta che quando le cose hanno un peso superiore alla nostra portata bisogna trovare necessariamente il giusto modo per affrontarle, senza soccombere. Per quel che mi ha riguardò, da parte mia, lo trovai attraverso la scrittura e il mio esempio coinvolse anche Giorgio che, incuriosito dal perché trascorrevo la maggior parte del mio tempo a scrivere, piuttosto che fare altro, a mia insaputa lo influenzai.
Il cambiamento totale dell’esistenza di Giorgio e mia fu segnata dall’arrivo in casa di un computer che sostituì del tutto la buona Olivetti ET116, cara compagna di tanto lavoro. L’utilizzo di questo nuovo strumento – che Giorgio apprendeva con molta più facilità di me – gli diede modo di sbizzarrirsi ed esprimersi a suo piacimento e senza che nessuno gli imponesse di far la qualsiasi cosa.
Fu così che un bel giorno mi comunicò in tutta tranquillità che aveva deciso di “scrivere qualcosa” e chiese il permesso di utilizzare il computer. Il permesso gli fu accordato alla sola condizione che lo usasse quando io non lo usavo oppure se non mi serviva.
Ebbene, da quel momento Giorgio mi riempì di storielline che mi faceva trovare nella buca delle lettere e, a giudicare dalle difficoltà che aveva nello scrivere su carta con la penna, con la tastiera il suo modo di esprimersi era del tutto diverso e le sue storielline erano davvero divertenti.
Qualche tempo dopo, mentre stavo stringendo i tempi per la realizzazione della prima collana La luna nel secchio e in casa nostra c’era un bel po’ di via vai con gli autori dei testi, in mezzo ai tanti floppy che giravano sulla scrivania ne trovai uno davvero speciale, Era talmente speciale che non ci pensai due volte a inserirlo nella collana.
“Scrivi la storia della tua vita” risposi un pomeriggio a Giorgio quando, a corto di idee, mi domandò che cosa poteva scrivere. Forse lo dissi in tono sbrigativo per levarmelo di torno, ma un attimo dopo, riflettendoci su, ridendo tra me pensai: “Cosa ne può sapere della vita lui... è un ragazzino di appena 11 anni ...cosa ne può sapere?”
Adesso provate per un attimo ad immaginare l’enorme stupore che provai nel leggere i suoi testi...
Giorgio mi ha sempre riservato grosse sorprese: infatti quanto ho letto di ciò che era salvato nel piccolo floppy per me non fu soltanto un’importante lezione di vita, ma mi diede il modo di comprendere ed entrare in un universo sconosciuto, ma prima di tutto mi diede la possibilità di parlare a Giorgio attraverso la magica chiave della poesia.
I versi, ingenui e del tutto spontanei e sgorgati dai tasti di un computer, erano diventati unguento prezioso per alleviare le ferite che pungenti attanagliavano la mia anima e l’esistenza di mio figlio, ancora troppo giovane per sopportare pesi più grandi di lui.
Ad ogni modo Giorgio, nella sua semplicità, ha saputo svelarmi la preziosa dote di chi riesce a vedere attraverso gli occhi del cuore... e i suoi si erano dimostrati forti e di rara potenza.

La raccolta E... comincio a crescere fu pubblicata nella collana La luna nel secchio e Giorgio fece ufficialmente il suo ingresso nel mondo della poesia e dei poeti.
Per fortuna si rese subito conto che la “Poesia” non era necessario scriverla, bastava semplicemente viverla... così cominciò a crescere sul serio, diventò adulto, prese la patente e inizio a viaggiare per le strade di mezzo mondo.

Tra poco Giorgio compirà 25 anni, è studente alla Facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Catania. Anche lui, come sua madre, coltiva tantissime passioni tra cui la pittura e la cinematografia. è impegnato nel sociale e continua a seguirmi, assieme a Carla e Gesuele, nello svolgimento delle mie e delle nostre passioni comuni.

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