La poesia di Giovanni Coppola è una poesia di “materia”, una poesia
che scava e mette a nudo sotto l’occhio del poeta il rapporto tra
uomo, inteso a livello universale, e il suo divenire.
Un divenire che Giovanni coglie perfettamente con un dettato
preciso, con l’alternanza di “materia” e “antimateria”, dove
l’individuo è obbligato a percorrere una propria via crucis, magari
quotidiana, nel tentativo estremo di cogliere le motivazioni per la
sopravvivenza.
Giulio Maffii
In copertina opera di Paolo Coletti
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