Quello
che rimane
di Fabio Ognibene
Edizioni Akkuaria, 2012
È una questione cromatica, altroché. Ci sono libri luminosi e vividi –
roba da occhiali da sole, in certi casi – e libri ombrosi e scuri. A
volte è facile distinguere, con un po' di attenzione, anche i colori,
appunto. Mica soltanto le luci.
Quello che rimane, raccolta di racconti firmati Fabio Ognibene, è
bianco opaco, lattiginoso. Bianchissimo. E scritto particolarmente bene,
con la grazia di chi scarta tutto quanto è di troppo e centellina le
parole collocandole nell'unico posto per loro possibile. Provate a
spostarne una e crollerà tutto. Chi ha avuto modo di leggere il
precedente Ancora domani (Smasher, 2010) – seguendo, da bravo, il
mio consiglio
dato a suo tempo su questo sito – noterà certo una maggiore
essenzialità. Sintassi sempre più concisa e senza troppi orpelli (del
resto l'ultimo racconto, Quello che manca, è dedicato a Foster
Wallace... intelligenti pauca, come direbbero forse quelli che
Wallace non l'hanno letto mai). Ma non è il caso di indugiare su
questioni di forma.
Leggi tutto
|