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Eskander Yousuf El Kabir
Stella Maris
Prosa
Stella Maris et stella Dei, stella la cui luce i fringuelli fa cantare quando vibrano le corde del mio liuto appena con la
mente mi accingo oltre l’ultimo pascolo dell’ultimo bisonte.
Stella Jesus e di ogni punto della croce, falce di luna incisa sulla fronte accingo oltre l’ultimo pascolo dell’ultimo bisonte.
Stella Jesus e di ogni punto della croce, falce di luna incisa nella cornice?
Quando si è prossimi all’ultima fermata di questo lungo
viaggio che si chiama vita, quando la distanza che rimane è
molto più breve di quella che abbiamo coperto, cosa rimane da fare se non fermarsi un attimo a riprendere fiato e ricordare
cosa fummo e come vivemmo?
Stella Maris, pur collocandosi indegnamente fra il Cuore, il libro dei soldati del Piave e la Commedia Umana di
Saroyan, è un percorso antologico a ritroso, verso le origini di
una città fantasma che intimamente è rappresentata dal suo unico abitante; una specie di “Spoon pita” non erano del tutto
irreali ma molto modeste e, non nascondo, che sarei felice
se ci riuscissi.
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