
Erberto Accinni
...Perché una è la sorte (romanzo)
In copertina opera di Salvatore Boccia
Venti uomini e donne su tre scialuppe
di salvataggio, dopo un naufragio, trovano rifugio su
un’isola in mezzo al Pacifico. C’è chi vuole andarsene, chi
vuole restare per paura di tornare in mare, chi vive
sperando che qualcuno prima o poi venga a salvarlo, chi è
convinto che la sua vita finirà lì.
Ambientato su un’isola in mezzo al niente, il racconto non è
un saggio sull’arte marinara né un trattato sulla vita da
naufraghi, anche se ogni particolare è curato al meglio; è
un viaggio, che si fa restando fermi.
Un viaggio verso il sé, alla scoperta di piccole emozioni,
di risvolti o pieghe del cuore, alla ricerca di ogni
pensiero che balena per un attimo e subito scompare;
pensiero che a volte è così impercettibile da sfuggire alla
possibilità di fermarlo e descriverlo; a volte così sottile
da scambiarlo per una cavillosa speculazione mentale.
Spesso il personaggio è come uno
spettatore: di sé, degli altri, di sé in mezzo agli altri;
di un destino che può scrivere soltanto in parte, perché
qualcosa di più grande già è stato deciso.
Il viaggio verso la sua conoscenza gli rivela aspetti di sé
a lui talvolta ignoti e in ciascuno di essi vive
profondamente le emozioni, le sensazioni e le sfaccettature,
di pensiero e azione, proprie di ognuno di questi modi di
agire e quindi essere.
È un percorso dentro un uomo, che non si racconta perché non
c’è tempo, perché non ci si aspetta che lo si faccia o
perché pochi lo credono utile.
|
|