Europa La strada della Scrittura
Collana di Autori contemporanei diretta da Vera Ambra
In copertina: “Articolo galleggiante” foto
di Riccardo Botta
Per quel che ne so ci sono due modi di pensare
ai propri quindici anni: rammentarli o ricordarli. Ce n'è anche un
altro, a volte più complicato: rimembrarli.
Per me valgono tutti e tre: rammento il freddo e quelle giornate
grigie; ricordo le emozioni che per la prima volta provavo e quel
desiderio di imparare, restando sempre un ragazzo. Rimembro quella
febbre, che ancora ora, a volte mi prende, anche se non è più per il
grande freddo.
In una Milano nebbiosa e grigia, come ora non è più, mi innamorai
per la prima volta.
Eravamo belli e finché durò restammo belli. Fu una specie di prova
generale delle sensazioni che si possono provare nella vita. Parlo
di quelle vere, perché poi crescendo si cambia e molta freschezza si
perde.
Studiare sui libri non era importante quanto quello che “sentivo”
giorno per giorno e fui felice. Poi la vita mi prese, ma questa fu
comunque una cosa che riuscii ad avere.
Amore. Molte cose nella vita sono frutto di un atto d’amore; altre
dovrebbero esserlo e sarebbero migliori. Io ho raccontato di un po’
d’amore per una ragazza e per quegli amici, condito dalle canzoni di
quegli anni e dalle stupidaggini che combinavamo. Nato a quindici
anni e confinato in quel tempo ora è una storia del passato. Ed è
bene così.
Ci sono ancora tante altre cose da amare e provare; e c’è un tempo
per tutto.
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