 Élia Rosso
Tor
Romanzo
In copertina foto di Luisa
Saggese
Quel 2004…
Quell’anno la stagione invernale entrava a rilento nel suo percorso già tutto tracciato, a causa dell’effetto serra e del riscaldamento atmosferico, si diceva.
Ma tutto andava bene.
Nubifragi, terremoti, catastrofi e orripilanti infanticidi ci tenevano col fiato sospeso, e anche se non erano fenomeni in aumento noi lo credevamo, perché venivamo a saperlo con l’ossessione che i mezzi di comunicazione di massa soltanto sanno attivare, decuplicando
la portata e l’eco.
L’umanità attendeva la pace ecumenica dagli anglo-americani (come da copione), per concentrarsi alla meglio nella piccola guerra interiore; realizzava che i sogni non si erano avverati come era nei desideri.
Del tutto privi di leadership nazionale e mondiale, dopo la caduta degli dei (mito americano, onu / pace e comunismo) richiamavamo all’appello nella piccola nostra sfera privata i valori di una volta, vecchi obsoleti, di sempre: amore, famiglia, figli, Dio. Da lucidare e rimettere in vetrina dopo l’esaltazione del single, dell’ateismo e dei disvalori, da far diventare le nuove parole d’ordine, il dictat.
Nella gioia apparente collettiva sbandierata dalla televisione e dalla pubblicità ogni escluso non allineato si sentiva un poveraccio, sfortunato, non in, fuori.
Il CENSIS e i dati statistici ci comunicavano che la nostra ansia e la paura ossessione per il futuro erano in aumento dal 2002, e noi cercavamo nell’ironia di non disperarci. L’uomo cercava un possibile approdo di scoglio in scoglio. Imparava l’arte del tentare e del fallire e se falliva si annientava, cercando la morte.
Come Tore detto Tor, nell’anno domini 2004.
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Èlia Rosso Alborghetti, vive e lavora a Pavia.
Laureata in Lettere all'Università di Cagliari, si è poi trasferita in Lombardia per motivi di lavoro e di matrimonio. Felicemente sposata, ha tre figli.
Dopo aver scritto una monografia di carattere storico ed essersi inoltre impegnata in approfondimenti di storia locale, si è poi dedicata attivamente alla critica d'arte di pittori contemporanei d'avanguardia.
L'esperienza prolungata di condivisione delle problematiche dei giovani ha arricchito le sue conoscenze ed ha rafforzato la consapevolezza che nelle ragazze dei nostri giorni, impegnate più che mai nella ricerca della loro entità di donne al di là dei condizionamenti dell'ambiente, sia già in embrione nella sua fase decisiva la loro emancipazione reale nei ruoli sociali.
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