Molte delle poesie presenti ne testo, essenzialmente sono
autobiografiche, molte altre, invece, hanno un fine moralistico,
anche perché lo scopo di questi miei versi sono legati alla mia
crescita sentimentale. Difatti ho diviso questa raccolta di poesie
in quattro parti: nella prima, Le Urla Silenti, in cui si
concentrano tutti i miei scritti più neri, si snoda una sorta di
viaggio dentro il limbo della mia mente: una introspezione del mio
essere uomo inserito nella realtà della società odierna.
La parte seconda, I Madrigali Dannati, sono
tutte poesie che vertono su di un unico argomento: il mio infelice
amore non corrisposto. Questa è una parte ricchissima di metafore in
cui volontariamente metto a nudo i miei sentimenti tragici ed
eroicamente romantici, nonostante l’afflizione del rifiuto.
Nella parte terza, La Poesia Nuova – una
raccolta di vario genere che si contrappone alla parte prima –
rivedendo il mio punto di vista alla vita in chiave ora ottimistica,
mentre alcune poesie hanno chiaramente una impronta moralistica o
storica.
Passo passo ho attraverso questo mio mondo
interiore, che ho provato ad esprimere attraverso la poesia,
passando prima per la parte più nera del mio essere, fino a giungere
alla parte più chiara di me e, cronologicamente parlando, più
attuale.
Si noterà sicuramente il vago richiamo
all’opera dantesca, che io mi sono riproposto di dare, nelle vesti
di un novello Virgilio, per accompagnare la mia crescita in questa
delicata materia che è la vita.
La Quarta parte, ovvero, Le Foglie d’Autunno,
sono le poesie più recenti, dapprima scritte come opera unica. Qui
ho ponderato riflessioni filosofiche e, dulcis in fundo, qualche
gentile idillio.
In quest’ultima parte, oramai sento che si è
affermata la mia figura di poeta, più raffinata rispetto alle poesie
precedenti, e con uno stile sempre vario ed originale.
Spero al più presto di poter tornare a
scrivervi ancora, anche se sono piuttosto oberato con gli impegni
scolastici.
Danilo Caccamese
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