DANA
DRUNK
Intervista
Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della
scrittura
Ho 27 anni, sono una poetessa, sono una musicista e sono una
lavoratrice precaria. Ho iniziato a scrivere intorno ai 13 anni.
Scrivevo canzoni inizialmente, testi e musica. A 15 anni ho
incominciato a scrivere poesie e riflessioni. Non ho più smesso.
Qual è stato il suo percorso di studi?
Ho fatto il liceo scientifico, poi mi sono laureata in scienze
politiche, infine ho preso un master in gestione delle risorse
umane.
Quando e perché ha iniziato a scrivere?
Nell’adolescenza, per sentirmi meglio con me stessa, per conoscermi
anche.
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Scrivere per me significa lasciare che la mia anima esca dal mio
corpo per prendere una salutare boccata d’aria.
Quali sono i suoi libri del cuore?
Non ho un genere preferito. Tra quelli che più ho amato ci sono
sicuramente: “Cent anni di solitudine”, “L’idiota”, “Il Dio delle
piccole cose”, “Sulla strada”, “Lolita”, “Questa storia”, “City”,
“Due di due”, “Porci con le ali”.
E quelli che non leggerebbe mai?
Non leggo e non leggerei libri che sono solo operazioni commerciali.
Lo stesso vale per la musica e per tutte le altre forme d’arte. Per
me ci deve essere onestà artistica da parte dell’autore, il quale
deve essere il primo a credere in ciò che dice o in ciò che fa.
Senza onestà artistica non c’è arte per me.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
“Questa storia” di Baricco.
E quello che meno le è piaciuto?
Non saprei.
Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Io e la Lombardia non ci assomigliamo molto. Sebbene io non abbia
origini meridionali, sono meridionale nell’anima: amo il sole, il
mare, la cucina mediterranea, la compagnia, la tranquillità. Io
abito in Brianza e devo dire che non ci trovo niente di bello né dal
punto di vista geografico, né dal punto di vista culturale e
sociale. Ovunque ti giri ci sono fabbriche, nebbia e grigiore. I
brianzoli hanno una mentalità ottusa: lavorano tutto il giorno,
risparmiano fino all’ultimo centesimo, non mettono mai il naso fuori
di casa, diffidano di tutti e poi muoiono… lasciando una montagna di
soldi ai loro eredi, i quali a loro volta non se li godranno e li
lasceranno ai loro eredi e così via. Da me non si vive, si
sopravvive. E le persone come me, che hanno scelto di vivere, non
hanno vita facile.
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Non mi piace il fatto che arrivi il personaggio televisivo o
sportivo di turno, scriva quattro cazzate ed il suo libro si trovi
in tutte le vetrine di tutte le librerie.
Per contro mi piace che ci sia una minoranza di piccoli editori che
bada alla qualità, all’onestà artistica.
Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano
d’oggi?
Non mi piace il fatto che nel panorama culturale moderno l’arte
sia considerata alla stregua di un prodotto che va commercializzato
e che dunque debba sottostare alle regole del mercato. Così si
rischia l’omologazione e l’omologazione porta alla stasi, alla morte
delle anime. Mi piace invece il fatto che ci sia una minoranza che
combatte questo sistema con tutte le sue forze… in fondo è dalle
minoranze che sono partite le rivoluzioni più importanti.
Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Tramite il sito www.autoriemergenti.it dove ho postato alcune
mie poesie. Lì ho avuto modo di entrare in contatto con Vera Ambra
della casa editrice Akkuaria, la quale ha accettato di pubblicare la
mia raccolta di poesie.
Cinema: qual è il suo film preferito?
Uno dei film che più mi sono piaciuti recentemente è “American
beauty”
Musica: la canzone del cuore?
Non ho una canzone del cuore. Amo la musica alla follia. Scelgo cosa
ascoltare in base al mio stato d’animo.
Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In
solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
Scrivo quando mi viene l’ispirazione. Questo può capitare in
qualsiasi momento della giornata ed in un qualsiasi luogo. Di solito
scrivo su pezzi di carta volanti che trovo in giro; talvolta mi è
capitato anche di scrivere su pacchetti di sigarette. Non seguo
nessun rito.
Quali sono i suoi poeti del cuore?
Rimbaud, Baudelaire, Verlaine e Leopardi
Come nasce un suo verso?
Non saprei descrivere il processo creativo, i miei versi escono in
modo molto naturale e spontaneo. Mi vengono in mente e li scrivo.
Quanto tempo ci lavora su?
Poco. Scrivo di getto. Dopo un po’ di tempo rileggo ciò che ho
scritto e, se sento che c’è qualcosa che non mi convince, faccio un
piccolo lavoro di limatura. Ma questo capita poche volte.
Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
La sintesi di ciò che voglio dire.
Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
Ho scritto il primo verso di una canzone a 13 anni in camera mia,
mentre suonavo la chitarra. Ho scritto il primo verso di una poesia
a 15 anni sul mio diario, mentre ero a scuola.
Cos’è che l'ha spinta a pubblicare le sue poesie?
Il desiderio di comunicare, di condividere con gli altri ciò che
sento e penso.
Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
Ci sono tanti versi celebri che mi piacciono ed apprezzo, ma non ne
avrei voluto scrivere nessuno. Non ho interesse ad essere qualcun
altro.
Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
Ho scelto una frase che sintetizzasse l’essenza della mia opera:
Cercando luccicanza.
Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
Il titolo mi è venuto in mente in un lampo.
Ha vinto premi letterari?
Non ho mai partecipato a concorsi letterari.
Crede nei premi letterari?
Non molto.
Ha altri progetti in cantiere?
Certo. Sto ultimando un’altra raccolta di mie poesie, che ho deciso
di intitolare “Poesie di lotta e rivoluzione”. Inoltre continuo a
portare avanti il mio progetto musicale con il mio gruppo, i
Krampack. Facciamo pezzi nostri in italiano, genere pop rock
elettronico.
Dana Drunk
Titolo: Cercando luccicanza
Editore: Akkuaria
Anno di pubblicazione: 2007
Luogo di pubblicazione: Catania
Numero pagine: 69
Introduzione di: Dana Drunk
Trama o
Un tempo / la vostra ignoranza mi feriva / e dentro i miei occhi /
la luce girava in fuoco /e dopo poco le mani nervose muovevo / e
mordevo coi denti le / labbra. / Un tempo / io ero la vittima della
vostra barbarie.
Sono venuta al mondo il 14 settembre del 1980 in una giornata calda
e soleggiata, cosa alquanto strana, se si considera il luogo in cui
sono venuta al mondo: la Brianza, dove solitamente il cielo in
estate ha lo stesso colore del cielo in inverno, ossia grigio.
Adesso ho 27 anni e sono la preoccupazione della mia famiglia perché
non mi sono ancora sistemata, non ho un lavoro sicuro, non ho una
casa, non ho denaro.
Io invece non mi preoccupo più di tanto. So cosa voglio.
Voglio essere libera. Voglio essere l’artefice della mia vita. La
vita è un bene troppo prezioso per lasciarla nelle mani di qualcun
altro. E se l’instabilità è un prezzo da pagare per la libertà,
allora io lo pagherò, perché io sono nata libera e libera morirò.
Scheda da compilare per la pagina personale dell'autore
Sito internet: http://www.akkuaria.org/danadrunk/index.htm
www.myspace.com/danadrunk
Titoli prodotti:
Cercando luccicanzaichiedi libro a
libri@akkuaria.org
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