Che cosa s’intende per causa? Causa è tutto ciò che

implica ineluttabili conseguenze. Se così non fosse, essa

non potrebbe definirsi più tale. Da ciò si deduce che –

paradossalmente, ma logicamente, – la conseguenza diviene

la causa della causa.

 

Romano de' Centobaite, Lo Specchio nudo

Titolo: EPISTOLA A VERA
Autore: Benedetto Macaronio
Editore Akkuaria
Anno di pubblicazione luglio 2004
Genere letterario: Saggio

 

L’unico che ha avuto il coraggio di dirmi cos’è la Poesia

 

Per alcuni è l’autore de "Il cerchio quadrangolare" per altri il poeta di via del Podere Rosa, per me è il Maestro. Benedetto Macaronio è, come ama definirsi, "un artigiano della parola", avendo scritto e pubblicato in prosa e in versi. Tutta la sua produzione letteraria consiste in tre poemetti: Labyrinthos, Anthropo(a)gonia, Fabula extrema; tre raccolte di poesie: Trilogia di Haiku, Pagine, Versi di via del Podere Rosa; un romanzo: Il cerchio quadrangolare; un saggio: Epistola a Vera - Considerazioni sulla Poesia -.  Vi sono anche degli inediti: Il restaura tare e (ancora in fieri) Storia di un'Ombra, mentre Gli specchi intersecanti è stato pubblicato su Akkuaria. Alcune poesie sono apparse in Testi poetici del Novecento, a cura di Lucio Zaniboni, Edizioni Agielle, ed in L'altro Novecento, a cura di Vittoriano Esposito, Bastogi Editrice Italiana. In altri anni diresse "Via Lattea", semestrale di letteratura, durato circa un decennio. Attualmente collabora con l’Associazione Akkuaria

 




Sono solo una lettrice e mi chiamo Agata Motta. Ho appena ultimato la lettura, anzi lo studio su "Considerazioni sulla poesia" di Benedetto Macaronio, dal titolo: Epistola a Vera.  Dico studio perché il mio proposito iniziale era di leggere per essere in grado di scrivere meglio e perfezionarmi; infatti ho appena pubblicato il mio unico libro di poesie.

Macaronio d'origine angloiberica, ma romano di adozione, vive a Roma.
Ha diretto per circa dieci anni il semestrale di letteratura Via Lattea. 
Ha pubblicato testi poetici su edizione Zaniboni, Agielle, Bastoni ed Akkuaria.
La sua produzione letteraria consiste in:
- 3 poemetti: Labyrintos, Antropogonia, Fabula estrema
- 3 raccolte di poesie: Trilogia di Haiku, pagine, versi di via del Podere Rosa
- un romanzo: Il cerchio quadrangolare
Inoltre, ancora inediti:
- Gli specchi intersecanti, pubblicato sul portale della poesia di Akkuaria;
- Il restaura tare e (ancora in fieri)
- Storia di un'ombra


Epistola a Vera - considerazioni sulla poesia - è un saggio che da quattro anni è pubblicato sul nostro sito di Akkuaria alla voce "A scuola di Poesia". In quest'opera traspare uno studioso, amante principalmente della poesia dantesca, dove la disposizione metrica è come la ciliegina sul ritmo di un endecasillabo perfetto. Documento prezioso, per chi si diletta a scrivere poesie, che la casa editrice è orgogliosa di poter presentare e condividere, affinché tutti possano ottenere benefici.
La poesia, per lui, deve parlare al sentimento, all'immaginazione e all'intelletto, che in modo mirabile si evidenzia in Dante. 
A questi tre elementi si deve aggiungere la metrica ossia l'elemento formale e le figure retoriche che sono essenziali affinché la composizione possa assurgere agli alti livelli dell'arte (la famosa creazione poetica). Quanto più la materia e la forma avranno validità, tanto più la composizione assurgerà a dignità artistica. Perciò, la metrica, parola che in greco significa misura è l'arte del ritmo. La parola crea ritmo e quindi musicalità. 
L'Autore di questo libro è alla ricerca costante del verso endecasillabo perfetto, della disposizione metrica del novenario, del settenario…
Suggerisce, infatti, degli esercizi sulla scrittura definite da lui "regole auree della buona scrittura" ed esamina in maniera particolare i seguenti argomenti: 
- Poeti e poeti
- Cerebralismi e alienazione (realismo critico appunta la sua attenzione sui contenuti; lo sperimentalismo studia nuove tecniche per raggiungere quel rapporto fresco e autentico con la realtà). 
- Banalità e indecifrabilità (parole incolonnate come totem).
*annotazione dalla grammatica italiana
- Ars metrica.
- Lo stile e la forma (Stile lirico è quando la parola si fa musica e il verso evoca suggestioni basato sul giuoco delle allitterazioni, assonanze, onomatopee, traslati; stile piano, narrativo e discorsivo). I due stili possono mescolarsi, l'Autore propone come esempio la Divina Commedia Vedi pag. 48 Purgatorio.
- Il poeta è demiurgo (la poesia attraeva, affascinava, commuoveva ed eccitava la fantasia e il sentimento ed i poeti apparivano circonfusi da un'aureola di sacralità. Il poeta era tenuto in grande considerazione. Il cantore, il più sublime lavoro. Il demiurgo è chi lavora per gli altri.)
- Il modus loquendi. " Si deve prestare accortezza al modo di affrontare un argomento dunque alla qualità del modus eloquendi applicata alla parola scritta."
- Gli errori dei malscriventi.
- L'idioma gentil snaturato (decadenza morale).
- Etica e cattiva scrittura.
Per il saggista Macaronio scrivere è comunicare, fare partecipi gli altri, trasmettere. Poiché leggere arricchisce intellettualmente e l'esercizio richiede impegno costante ed una severa preparazione per ottenere un risultato concreto e dignitoso ed inoltre attenzione sulla parola ed una continua consultazione di vocabolario aggiornato, di dizionario dei sinonimi e dei contrari e delle etimologie.
Egli stesso si definisce "un artigiano della parola" e il cui forte senso di autocritica e critica è ammirevole: stuzzica la voglia di prendere la grammatica italiana, confrontare le creazioni e gli stili di poeti diversi, dà suggerimenti a chi vuol dedicarsi alla poesia: 
E' opportuno leggere grandi autori, anche dialettali perché vi è sempre da apprendere: Carlo Porta, Pinin Pacot, Belli, Pascarella, Trilussa, Pascoli, D'Annunzio (La sera fiesolana), Manzoni, Umberto Saba, Verga, Ungaretti (Maestro ideale di Macaronio), che ha rinnovato con stessa efficacia ed effetto il tradizionale endecasilabo. In particolare suggerisce la lettura dei Canti di Leopardi, edito da Newton, che aiuta a capire, grazie alle note, il cammino del poeta e dunque la perfezione stilistica del verso. 
La poesia è libertà entro i limiti del buon gusto e del discernimento. 
La poesia non si lascia confinare dai limiti ristretti di un periodo distinti, ma trascende ogni tempo perché appartiene a tutti i tempi.
La poesia è un'architettura di parole!
Secondo Macaronio per scrivere bisogna:
o Attenzionare le tematiche che si trattano, ed al modo con cui si trattano l'esempio "io vorrei essere il mare, io sono questo…" non sono gradite. 
- Creare un ritmo
- Presenza di stile, forma e contenuto (questi ultimi sono binomio indispensabile) 
- Evitare di impaludarsi in metafore e traslati poco chiari.
- Prestare attenzione all'effetto sonoro dei fonemi, all'armonioso giuoco delle rime e delle allitterazioni, alla grazia delle immagini soavi, alle allegorie, ai simboli, alla metafora, all'etica.
- E' indispensabile sempre, mantenere saldi i contatti con la realtà.
- La poesia è una metafora, ha cioè una duplice chiave di interpretazione. Indica il distacco dell'uomo da ciò che osserva ma anche la ricerca del piacere tra le cose modeste e piccole.
- Sempre in questo esercizio necessita entusiasmo, fervore, sostenuto da una sperimentata maestria, diversamente si edifica sulla sabbia.
- Bisogna emulare i Grandi, tentare. Per fare ciò è necessario un forte senso di autocritica: una conoscenza ed un controllo della parola. La pazienza di maturare per dare buoni frutti.
- Pregio del linguaggio è essere chiaro e insieme non sciatto. 
Oltre ad un'attenta analisi sulle regole auree, stabilisce un confronto tra pittura e poesia: 
Osservare un quadro astratto può darci godimento: accostamento di colori e pura aromaticità; ma forme e colori danno una sensazione immediata, cosa che non accade con un testo!
Mentre tra la parola e chi legge, è importante la mediazione del significato. Altrimenti si annulla il significato che si vorrebbe trasmettere.

Ed è piacevole soffermarsi su tre versi di Macaronio dal titolo 

GIORNO
Ombre sognanti verso l'occidente.
La pleniluce annulla l'estensione.
Ombre stanche, appassite, volte a oriente.

Si vede la giovinezza, la maturità, la vecchiaia, dove le ombre sono l'uomo.
L'interesse aumenta in modo graduale quando riferisce Citazioni: 
pag. 122
Poeta polacco: Karol Wojtyla:
La differente vocazione di ogni artista, mentre determina l'ambito del suo servizio, indicaiI compiti che deve assumersi, il duro lavoro a cui deve sottostare, la responsabilità che deve affrontare. Un artista consapevole di tutto ciò sa anche di dovere operare senza lasciarsi dominare dalla gloria fatua o dalla smania di una facile popolarità, e ancor meno dal calcolo di un possibile profitto personale.
C'è dunque un'etica, anzi una spiritualità del servizio artistico, che a suo modo contribuisce alla vita e alla rinascita di un popolo.
Pensiero di Schopenhauer
pag. 124
…quanto più uno appartiene alla posterità, vale a dire è parte dell'umanità come valore universale e indivisibile, tanto più egli è estraneo al proprio tempo, perché ciò che produce non è dedicato specificatamente alla propria epoca, non appartiene a essa in quanto tale, ma solo in quanto questa è parte della storia dell'umanità, e quindi non ha impresso il colore locale: per cui può accadere che lo si lasci passare inosservato. Ogni epoca apprezza invece cooloro che assecondano le faccende della sua breve giornata o gli umori del momento, e quindi le appartengono interamente, che con essa vivono e muoiono.
Pag. 135
…questa Epistola potrebbe giovare a chi vuole intraprendere la difficile ars scribendi…
Infine, nel cimentarsi nella traduzione de "Il corvo", anche se esistono sette versioni tradotte in italiano, il suo intento è soddisfacente, come effetto di significato e di stile!
Ha ragione nel dire: "Se facciamo qualcosa di veramente degno, tosto o tardi finirà con l'emergere…"
Ma non condivido la frase successiva, (sinéddoche): "il genere umano va come va , non saranno mica i poeti a cambiarlo".
Ciascuno di noi, secondo me, grazie al libero arbitrio ha l'opportunità di cambiare, di essere portavoce: nel capire le nostre responsabilità e le nostre decisioni; investire in energie d'amore, di creare pensieri e sentimenti d'amore; di unirci per la pace: di essere uniti e cooperare, co-creare il futuro attraverso la poesia, la musica, l'insegnamento ed altro.

"Epistola a Vera" è una pubblicazione interessante, la cui lingua tersa ed efficace rende piacevole la lettura. E' come accostarmi ad un albero d'ulivo pieno di frutti e immergermi dentro piacevolmente; raccogliere i frutti uno ad uno, gioiosamente stupita delle diversità e dell'abbondanza; ammirare l'albero dall'esterno, distaccata e soddisfatta perché mi ha dato di più di ciò che cercavo!
Confesso: da lettrice incantata, ne ho tratto giovamento! 


Agata Motta
14 novembre 2004

 

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