FEDE,
METODO, ESPERIENZA
Approccio con il mondo dell’educazione
Spunti e riflessioni
PREFAZIONE
Questo progetto sperimentale è frutto di una maturazione graduale,
conseguita con l’avvicendarsi di una serie di fasi, ormai
conclusasi, della mia personale esperienza di vita. In questo
momento ritengo sia necessario, per ogni individuo, scandire il
proprio percorso evolutivo (biologico e culturale) rispettando dei
momenti ben precisi, seppur non aprioristicamente determinati, nei
quali sia possibile soffermarsi per fare il punto della situazione e
comprenderne tutte le implicazioni pratiche e non.
Tale esperienza editoriale è importante in quanto risulta essere
formativa non soltanto per me medesimo, avendo in questo scritto
potuto porre ordine (a grandi linee) alle mie idee, bensì anche per
coloro i quali mi stanno intorno e per i quali posso io stesso
divenire un punto di riferimento: limitatamente, è ovvio, alla mia
esperienza ed alle mie proprie facoltà e conoscenze. L’esigenza di
un riferimento si avverte quotidianamente, in relazione ad ogni
elemento della propria vita: dal generale al particolare. In tal
senso non fa eccezione l’ambito spirituale e di servizio nel quale
sto operando, con particolare dedizione, da qualche anno a questa
parte.
È proprio in questo campo che ho maturato l’idea di un simile
progetto: stando a contatto con la pressante esigenza di formazione
pedagogico-educativa riscontrata, in maniera quasi uniforme, in
tutti gli educatori, i quali chiedono ai vertici delle agenzie
educative per le quali si impegnano, di venire preparati per
approcciarsi con il mondo dell’educazione giovanile, nella specie
religiosa.
Il mondo offre purtroppo mezze verità e visioni distorte, non solo
delle religioni, ma anche della cultura in generale, sino a giungere
alla disinformazione che, sempre di più, impernia il campo
giornalistico sia televisivo che editoriale in senso ampio. Il caos
totale, in cui l’educatore è chiamato a districarsi e mettere
ordine, in se stesso per prima cosa e, di riflesso, anche nei propri
allievi.
Lungo la trattazione, il mio pensiero è stato continuamente rivolto
a tale questione, con un occhio sempre aperto sui problemi e sulle
difficoltà reali di un settore, quello del servizio educativo, ormai
in crisi profonda da diversi anni. Ci sono di certo rincuoranti
sentori di rinascita, che devono però essere coltivati ed
assecondati nella maniera più adeguata possibile per dare dei
frutti.
In tal senso è necessario, per ogni agenzia educativa, divenire
quanto mai competitiva nei riguardi delle offerte consumistiche del
mondo odierno, le quali non s’ispirano più a nessun principîo o
valore, se non a quello del guadagno facile e del semplice apparire,
senza curarsi minimamente dell’essere interiore e della dimensione
spirituale e morale dell’uomo. I giovani d’oggi hanno uno sconfinato
bisogno di stare insieme in modo vero, ossia non mediato dalla
realtà virtuale e tantomeno dall’abbacinante realtà dei mass media.
Lo stare insieme è il primo passo verso la riscoperta dell’essere di
ciascuno e della dimensione comunitaria, che è stata la base
dell’organizzazione sociale nella quale siamo, oggi, tutti inseriti.
A ciò si ricollega il pressante bisogno, per il giovane, di capire e
riscoprire Dio, non in modo mediato, bensì direttamente nel proprio
animo, operando anche un confronto tra le dimensioni interiori di
tutti gli altri giovani.
Questo scritto vuole semplicemente essere un’idea, lanciata in mezzo
al caos contemporaneo, per evidenziarne le incongruenze e stimolare
i cambiamenti, nonché l’impegno personale di ciascuno.
Basilio Elio Antoci
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