PRESENTAZIONE

Se avevate bisogno di uno spessore da mettere sotto una gamba del vostro traballante tavolo, oppure sotto il vecchio cassettone che rischiava di cadere o magari siete convinti che la dimensione di questo libro si adatti a coprire quell’antipatica macchia che è comparsa sul vostro muro quando avete schiacciato la zanzara… allora avete fatto di sicuro un ottimo acquisto.
Se, invece, vi siete fatti trasportare da un atto di coraggio o pietà e lo avete comprato pensando di leggere delle belle storie… siete completamente fuori strada.
Se ve lo hanno regalato tenetevelo, tanto è gratis.
Non penserete mica di leggere dei racconti altamente intriganti, scorrevoli, arguti, di quelli che obbligano il lettore ad arrivare alla fine di corsa, oppure pieni di fantasia e sentimento, magari autobio-grafici dal contenuto altamente filosofico!
Queste sono soltanto delle piccole storie che fanno parte della mia vita, tutto qui.
La cosa che odio di più di un libro è la presentazione o prefazione che dir si voglia. Non sopporto, infatti, quei libri che ne contengono una lunga. Per questo, quando Vera Ambra mi chiese di scriverla, mi misi le mani nei capelli, e mi chiese contemporaneamente anche di trovare il titolo del libro, pensate un po’!
Forse non ci crederete, ma ancora non so il titolo che avrà il libro, forse quando smetterò di scrivere di getto questa presentazione, sperando di non avervi annoiato, mi verrà in mente.
Però di una cosa sono quasi certo: so il perché gente come me, senza la più pallida idea di come si faccia lo Scrittore, ha iniziato appunto ad imbrattare pezzi di carta, inizialmente di cellulosa, per passare come tutti a battere dei tasti guardando uno schermo. Ho riassunto questo motivo nelle parole che seguono.
Sussurri nel buio
“Dedicato a chi scrive”

Forse queste sono parole poco originali, ma vorrei dedicarle a ciò che rappresentano i nostri scritti.
Cosa sono, se non sussurri nell’universale buio cosmico.
Tentativi di comunicazione, condivisione, sfogo, amore, gioco, a volte con connotazione di vera poesia o narrativa.
Cosa spinge a scrivere la maggior parte di noi?
Proprio il “buio”.
La consapevolezza che siamo solo di passaggio e che un giorno scompariremo. Ed ecco che inconsciamente desideriamo lasciare una traccia o almeno un vago ricordo.
Quando mi soffermo a pensare a quanto corta sia la vita, mi rammarico, come un bambino di fronte al suo gelato finito sbadatamente in terra.
Questo è un errore che a volte tutti commettiamo: viviamo sbadatamente le giornate ed arriviamo ad essere vecchi senza che ce ne accorgiamo.
Ma ciò non accade a chi sa osservare e interpretare la vita che ci circonda, non accade a chi scrive, a chi fotografa, a chi dipinge, non accade agli scultori, ai musicisti, forse neanche ai veri attori e non accade a tutti coloro che usano il cuore in ogni azione della loro esistenza.
Perché ogni opera prodotta dall’uomo, sia essa parola, fotografia, quadro, scultura, melodia, recita o quant’altro sia considerata arte, rimarrà fissa nel tempo come un infinito sussurro nel buio.
E forse in un lontano domani “qualcun altro” potrebbe pensare:
«Ecco come si fa a vincere la solitudine dell’uomo».
Ma ahimé, la mia sarà arte o rimarrà sotto la gamba del vostro tavolo?
Un particolare ringraziamento a Vera Ambra, che mi ha convinto a mettere insieme questa raccolta e senza la quale non si sarebbe mai potuta realizzare.
Ringrazio inoltre l’amica Carlotta che, nonostante le mie continue ed estenuanti osservazioni è riuscita a donare al libro una veste grafica interessante, valorizzandone il contenuto.
Infine dedico il tutto a chi mi vuole bene.

PS: forse l’avete capito ho deciso di chiamare il libro “SUSSURRI NEL BUIO”

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