Nel
corso della mia presenza alla rassegna “Viaggi tra le
vie dell’Arte”, organizzata dalla Associazione Akkuaria
a Cava de’ Tirreni dal 28 aprile al 16 maggio 2007, ho
percepito, profonda, la presenza di elementi spirituali
e culturali, che per anni avevo lasciato sospesi in un
percorso umano che si chiama tempo.
Le emozioni, quelle vere, non è semplice trasmetterle se
non con la poesia, la cui voce è l’anima intricata e
misteriosa, il suo luogo d’ascolto è il silenzio.
Quel visibile silenzio che pure emana dalle verdeggianti
colline che circondano questa fertile, vitale conca
cittadina, dove sostano deliziosi borghi montani,
Alessia, Castagneto, Dupino, l’Abbazia della Trinità
della Cava, adagiata sotto una rupe, tutte dominate,
dall’alto, dal Monte San Liberatore.
Ho visto, una di queste sere, la sua croce illuminata in
cima, come orgogliosa costellazione, mentre in auto
percorrevo la discesa della larga via di Vietri, già
pronta a regalare la fragranza del vicino sale costiero.
Così la fanciullezza, l’adolescenza si sono
rimpossessate di me, adulto uomo, levigato da faticose
salite, ora rinvigorito dagli esclusivi sapori di quegli
anni.
Quante passeggiate sotto i portici di corso Italia, con
gli amici, noi giovani impazienti, a discorrere di un
futuro che era, allora, solo speranza, e oggi
conquistato pagandolo con i soldi della nostalgia.
Quando Vera e io ci siamo incontrati navigando sul mare
di internet, mai avrei immaginato che quel viaggio mi
avrebbe condotto, anzi riportato, a Cava, così vicino a
Vietri sul mare, il paese dove sono nato.
Sono i momenti che la vita costruisce a nostra insaputa,
quasi di nascosto, per timore che ne venissimo a
conoscenza prima dell’avvento, sono occasioni per
conoscere nuovi amici che vivono in quello stesso luogo
chiamato Cultura, senza incontrarsi mai, se non forse
urtarsi mentre, distratti nei propri pensieri,
passeggiano a sera sotto gli illuminati portici di una
cittadina, costruita attorno al borgo Scacciaventi.
Io sono, nella segreta mia incredulità, soddisfatto: la
vita ancora ci meraviglia.
Antonio Ragone
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