Antonio
Ragone è nato a Vietri sul mare il 14 novembre del 1946:
il padre, pescatore salernitano, la madre, donna
costiera d’un borgo d’Amalfi.
Dalla casa, a ottanta
metri sulla roccia del mare, nella quale è nato e
vissuto fino all’età di sedici anni, gli appariva lo
spazioso golfo di Salerno, con l’orizzonte lontano, ora
cupo, ora luminoso, crescendo e sperimentando le sue
prime esperienze di vita insieme al mare. Forse, è per
questa simbiosi, che, già da allora, ha considerato e
considera il mare come una misteriosa metafora della
vita. Ha sempre avuto passione per la letteratura, in
particolare per la poesia, che è tale solo quando riesce
a sublimarsi; ed è essenziale per l’umanità, se questa
riuscisse a coglierne la profonda essenza e la dovuta
valutazione.
Anche in lui si è avverato l’apparente paradosso che
spesso si compie per i poeti: infatti, è diplomato in
ragioneria ed è funzionario presso il centro
meccanografico d’un ente di ricerca.
Dopo il diploma, la vita lo ha condotto prima a Taranto,
poi a Roma, come marinaio di leva al ministero della
marina, e, per motivi di lavoro, a Como.
Alfine, ormai da trent’anni, vive in una provincia della
capitale con la moglie e i due figli, entrambi laureati
in lettere. In questa provincia di Roma, Zagarolo, anni
fa, con alcuni amici, fondò un circolo culturale, che si
interessava, tra l’altro, d’una pubblicazione periodica
di una rivista, Incontro.
Di questo circolo culturale ha il ricordo d’una sua
conferenza su Giuseppe Ungaretti e l’ermetismo, ed un
primo premio ad un concorso di poesia religiosa.
Gli sono stati conferiti alcuni premi letterari, tra cui
un primo premio al Concorso nazionale “Luigi Parchetti”,
e una segnalazione d’onore dall’Associazione prenestina
del Cimento. Alcune sue poesie sono state pubblicate su
riviste. Anni fa, ha scritto quattro racconti
metafisici, tuttora inediti. È presente con una sua
poesia nell’Antologia della poesia contemporanea, edita
da Antonio Lalli editore nel 1982; nel 2004 ha
pubblicato una raccolta di poesie Viaggi verso il porto,
edito da Gabrieli, Roma.
Attualmente sta lavorando ad un commento poetico del
Vangelo di san Luca, a partire dall’orto degli ulivi
fino ad Emmaus: un cammino mistico e tragico visto con
gli occhi (e il cuore) degli apostoli.
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