Home

Biografia

Presentazione del libro

Scrivi

 

Un misto di filosofia e di ironia

Prefazione




Ho fatto di tutto fin da bambino; il sacro ed il profano mi hanno visto sempre impegnato…
Con la politica, anche la provocazione di parlare ad una piazza vuota ben sapendo, però, che dietro ad una persiana chiusa qualcuno avrebbe ascoltato. Dopo la politica militante ed i ruoli nelle Istituzioni anche la missione dell’elemosiniere a bussare porte e fare anticamere per sostenere nuovi percorsi sollecitato da “momenti dell’animo e dal dovere civico”.
Ma scrivere per presentare un libro è una fatica eccessiva, per me.
Qualche anno addietro per la prima volta, dissi di sì ad una cara amica. In quella circostanza, tuttavia, la penna scorreva lesta perché la trama, a ben riflettere, mi intrigava per il comune sentire con il Protagonista.
Ma che dire quando ti si chiede di penetrare nei pensieri, nell’anima di che ha il dono di mettere su carta ricordi, umori, inquietudini, speranze, sapori, immagini, sudori, mestieri.
Questa è la Scrittura. In questo caso Poesia.
Maliziosa Antonia Belvedere nella premessa. Prendendo a pretesto la lingua – che è solo “marzanese” – liquida i lettori con “si po’ nun me capite lassate stà nisciune v’obbliga a nce pruvà’”
Poi diventa generosa nel comprendere le difficoltà del lettore che potrebbe non capire il “marzanese”, dà la traduzione in italiano per cui io che avrei potuto trovare una bella motiva-zione per declinare l’invito ho dovuto rassegnarmi al sì. Non potevo dire di no. Questo diniego l’Antonia non l’avrebbe meritato: lei così sempre disponibile …peggio per lei, però, avrebbe potuto scegliere di meglio.
La prima sensazione? Una benedetta…. invidia.
Come vorrei avere la penna facile quando mi capita di rivivere la memoria dei tempi, i volti, le situazioni.
Quante volte mi è capitato e, forse, mi capiterà ancora. Ma a guidare la mano sarà quell’intimo bisogno di comunicare a me stesso, non ad altri, le forti emozioni compresse dentro. Ma sono rari momenti.
Antonia è un’esplosione di sentimenti veri, di facce vere, di sapori veri, di ambienti veri, di situazioni vere, di passioni vere, non è la fantasia ad ispirarla è la sua anima a parlare.
Quell’anima che ispira sempre un solo sentimento, quello dell’Amore.
Amore per il suo paese, per le stagioni che cadenzano la quotidianità della vita, le ricorrenze, i canti, i cibi, la nostalgia.
“È fernute chillu tiémpe … … ma faciteme turnà’ pe’ nu mumènte, nu mumènte sulaménte.”
E non manca il disincanto, quello stare con i piedi per terra, le anticamere e le attese per il lavoro, la testardaggine di pari passo con la fede “ma i’ cuntinuo a nce pruvà’add’ascì’ nu sante ca me trove ‘a faticà’”.
Un misto di filosofia e di ironia segna tutte le composizioni della Belvedere che trova naturale, ad esempio, chiedersi se quel “monumento” che ne ha viste di tutti i colori e che se ne sta da tempo immobile in quella piazza “ma cumpiacènze ne tene isse pe’ chi passe e se ne va!?!”
Assai significativo anche il colloquio con il Padreterno che pretenderebbe la rivoluzione da quella “povera crista” che, abbagliata da una bellissima giornata di sole, commette la sciocchezza di salire “‘ncóppe all’àsteche … “scuseme tante Patatè’ …… Tu ‘uàrde e nu’ faije niénte ……si po’ pe’ te fa cuntènte vuo’ c’’a ‘na cosa l’aggia cagnà’ i’ scénche e vache allà e diche a chélla signore cagne ‘sta cupérte a scióre”.
A conclusione di questi miei pensieri in libertà, desidero ringraziare di cuore Antonia Belvedere.
Leggere le sue poesie è stato come un rivedermi negli anni, a ritroso con i passi e le frequentazioni di chi voleva aggregare attorno ad una speranza, ad una fede.
E quante volte, lungo le tante contrade salernitane, con… “‘a salute - addò’ va” davanti ad un camino o sotto un pergolato ho legato con uomini e donne di ogni estrazione.
A quelle persone, tante non ci sono più, sempre la mia profonda gratitudine anche per un dono di un’amicizia disin-teressata.
Ad Antonia Belvedere dico ancora grazie per avermi offerto, con la scrittura, di fare “memoria” di uno spaccato del mio vivere.

 

Gerardo De Prisco
ex Senatore della Repubblica

 

Richiedi libro a libri@akkuaria.org

Edizione 2008 © Associazione Akkuaria 
www.akkuaria.org