Mi
chiamo Anna. Ho 28 anni e queste pagine sono la
testimonianza del mio più grande dolore e nello stesso
tempo il più prezioso tesoro. Questa testimonianza è ciò
che rimane della mia storia, oltre alle cicatrici della
mia personale lotta contro il cancro.
Non ho mai riletto queste pagine perché hanno la
capacità di trasportami dentro un vortice di paure e
dolore dal quale sono fuggita con tutte le forze che
avevo. Nonostante tutto è tutto quello che mi rimane da
offrire agli altri.
Il mio Hodgkin è intitolato così perché racconta la mia
malattia, il mio dolore, la mia disperazione e la mia
storia, perché spesso del cancro se ne parla troppo in
generale, troppo da lontano. Troppo spesso chi ne parla,
sa veramente poco.
È la prima volta in vita mia che scrivo qualcosa, non
sono una scrittrice e non ho la presunzione di volerlo
diventare, però oggi ho qualcosa da raccontare al mondo.
Queste pagine sono nate come un semplice diario per dare
a me stessa un aiuto nel periodo più difficile della mia
vita; quello in cui Anna aveva bisogno di Anna. Quello
dove Anna parlava e Anna ascoltava.
È nato tra la paura, la disperazione e la rabbia e piano
piano mi ha accompagnata oltre il buio che mi avvolgeva
in quella caverna fino ad arrivare alla luce. E non
solo.
Oggi questo diario mi può aiutare ancora perché
condividere è l’unico modo che ho per alleviare il
dolore che porto dentro e per allontanare la paura
contro cui combatto ogni giorno della mia vita. Oltre a
questo spero che possa essere d’aiuto a tante persone.
Spero che possa essere l’esempio e la testimonianza che
dal cancro si può guarire; che la solitudine che sembra
avvolgere tutto come la malattia in realtà è solo una
sensazione contro cui combattere; che la chemioterapia e
la medicina non possono nulla se manca la voglia di
guarire e l’incondizionato amore per la vita.
È un consiglio, una raccomandazione o un incoraggiamento
per tutte quelle persone che il cancro non lo vivono
sulla loro pelle, ma ugualmente soffrono le conseguenza
che provoca sulle persone che amano.
È la mia storia, raccontata a tutti i grandi assenti:
quelli che hanno temuto il contagio con la paura e con
il dolore al punto da scappare lontano.
È il mio aiuto alla ricerca perché possa con il mio e
con tanti altri contributi arrivare a curare questa
terribile malattia e alleviare le sofferenze delle cure.
Infine, è un disperato e meraviglioso inno alla vita a
cui troppo spesso neghiamo il valore, l’importanza e il
rispetto che merita.
Anna Milici
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