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Presentazione del libro

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KERELLE… UN POETA DA MARCIAPIEDE
Racconto visionario ispirato alla storia vera
di due artisti “scomparsi”
In copertina:  opera di Giorgio De Cesario

 

Dedicato a tutte le Donne vittime di uomini “violenti”

nella speranza che un giorno riescano a diventare solidali tra loro e trovino il coraggio
di uscire allo scoperto per pretendere un diritto sacrosanto: il diritto alla giustizia.

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Anna Falcone:

Kerelle... un poeta da marciapiede

 

Sabato 21 maggio presso la sala di lettura della Libreria Minerva di via san Nicolò 20 a Trieste, si è svolta una prima presentazione dell'opera di Anna Falcone "Kerelle... un poeta da marciapiede" che ha avuto un ospite di eccezione il critico letterario Roberto Dedenaro

Sono intervenuti: il presidente dell'Associazione Macchina del Testo, Gianfranco Sodomaco, la presidente dell'Associazione Akkuaria Vera Ambra e gli attori Michela Cembran e Stefano Vattovani che magistralmente hanno  interpretato alcuni passi salienti dell'opera.

Il tema trattato riguarda la violenza alle donne, argomento questo che ormai ha toccato punte estreme nella scala delle problematiche mondiali.

Tutto iniziò con una rosa tra i capelli e le tue parole come pane per i miei denti. Tutto finì con una rosa tra i capelli e perle di sangue che uscivano dalla mia bocca spalancata a guardare attonita il buco nero di una telecamera che stava immortalando l’ultimo incontro tra due titani agli avamposti della luce e delle tenebre. Vita e morte e tu scegliesti di restare lì dove sei sempre stato, nel fondo del pozzo ad attendere uno per volta i Narciso che, stoltamente ingannati dal tuo riflesso, precipitano nell’abisso Vai al sito

Gallerie Fotografiche

 

Presentazione 21 Maggio Libreria Trieste

Presentazione 21 maggio Goap Trieste

Eve ed Io

 di Anna Falcone

È luogo comune credere che le donne come Eve o me, insomma donne che hanno subito una qualche forma di violenza e/o di sopruso, si debbano necessariamente riconoscere tra loro solo nel dolore o attraverso di esso. Invece ha sorpreso persino me notare, guardando le foto che ci ritraggono assieme sorridenti e gioiose, una sottile somiglianza, una profonda similitudine probabilmente dettata da una matura consapevolezza di ciò che ci è successo e ciò che siamo riuscite a realizzare dopo aver elaborato i nostri rispettivi traumi. I ritratti rubati dei nostri volti sorridenti, assumono delle espressioni particolari. Notate i menti allungati, gli zigomi rialzati e pieni, gli occhi arricciati ai lati, i nasi che si protraggono al di fuori delle facce. Leggi tutto

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