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ANGELA APRILE "Le mie ali ti lascio per volare" Poesie
Angela Aprile, nata il 22 gennaio 1951 a Canicattì (Agrigento) risiede a Palermo. È Docente T.I.C. (Tecniche di Comunicazione e Informazione) presso un Istituto Superiore di Bagheria. La sua frequentazione con l'ambiente letterario è recente, anche se è da molti anni che compone. Ha partecipato a diversi premi letterari ottenendo risultati ragguardevoli ed è presente in diverse antologie. Con
questa raccolta Angela Aprile svela un “cuore” che si eguaglia ad un
poeta ferito e che, inerte, lacrima e piange, fibrilla, batte e respira.
Ammette, è vero, che il suo cuore non sa vivere, ma l'intenso battito
scandisce sentimenti veri, candidi, infiniti, immortali, infranti,
profondi, dove canta la sua passione, il tormento, l’amore astrale. Per
l'Autrice la poesia, in questo modo,
è diventa un momento d'incontro tra il cuore e l'anima. Un momento che
trasporta su carta la volontà delle sue emozioni. È un momento di
riflessione, fatto attraverso la consapevolezza di dover affrontare le
difficoltà, di superare le barriere, le paure che il futuro stesso le
riserva. Sebbene ella patisce appieno il suo tormento, al tempo stesso dichiara, convinta, che non si può profanare l’amore. L'amore è insieme di linfa e fuoco. Radice e frutto. È un luogo dove il sentimento eccita i cattivi pensieri e travolge; dove l’anima esplode, fiammeggiante. Infatti
"la poesia” per lei diventa "una prova generale" nel
teatro della vita. E la sua è affrontata e rappresentata attraverso il
linguaggio più facile: la poesia. Cosa, meglio di una parola scritta può
drammatizzare o sdrammatizzare un problema? Ella canta il desiderio di vivere, pur definendola avventura di vita, e la spinge a scrivere ancora. Si sente come un’isola e avvince gli altri in questo suo sentire: senza la luce di un vero sentimento non potrebbe vivere e perciò vive, attimo dopo attimo. È così che coinvolge nei tormenti anche il crepuscolo, la “pioggia a dirotto di marzo” che lei non tanto ama. I sentimenti di un’anima infelice ha una certa valenza, grazie ad un “amico confidente” che è il cielo e li paragona ad un uccello che “nel cielo respira”. Nell'affrontare la realtà e la poesia Ella ha rappresentato la stessa capacità di verificare, analizzare e sintetizzare i problemi che la vita ogni giorno propone e, con la stessa capacità trovarne le soluzioni. «Osserverò del cielo / le tenui trasparenze / i cirri che ne imbiancano / a spruzzi, il mantello». |
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UN'ALTRA PRIMAVERA |
CIELO AZZURRO |
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E
l'alba risorgerà pregna di nuovi odori, Le
tinte dell'aurora saranno come pastelli, Anch'io
colgo quell'attimo, se pur fugacemente; Io
di emozioni anelito lo stesso turbamento; l'appagamento intimo ché sa
donare all'anima, Io
sono come un'isola, che emergere vorrebbe, Sorprendermi
felice a respirar l'immenso, L'amor,
per me, sarebbe un'altra primavera; Mi
sentirei rinascere; ardere di sentimenti; |
Mi
cingerò d'azzurro, perché il tuo amor mi manca, Osserverò
del cielo, le tenui trasparenze; Ascolterò
la musica che, in cuore, si sprigiona, Fra
gli astri, intonerò, per te, un canto d'amore. Questo
sogno vorrei, una notte vivesse, La
poesia non consola, né lenisce il tormento;
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Edizione 2005 © Associazione Akkuaria |
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