L’improvviso sussulto dell’anima
Ho conosciuto Angela molti anni or sono, conosco Angela da sempre.
Le pieghe del suo animo gioioso e riflessivo mi si rivelano a ogni
nostra conversazione, divise e lontane geograficamente, come la vita
ha imposto, ma sorelle nell’affetto. Può una sorella presentare il
libro dell’altra? Direi di no, perché sono i silenzi di Angela che
mi parlano piuttosto che le parole.
Ma posso avvertire il lettore che troverà dietro la scrittura
frammentaria e allusiva molto e poco dell’animo complesso dell’autrice.
Molto, perché l’allusività supera la dimensione reale e contingente
di questi componimenti; poco, perché il sentimento profondo si
scorge piuttosto tra le righe, nel non-detto, e l’autrice per sua
natura sfugge alla coincidenza perfetta con la scrittura.
So che la maggior parte di queste poesie nasce da improvvisi
sussulti dell’animo, ma ancora una volta la contingenza è
appa-rente, nella misura in cui la parola poetica, ancorché
frammentaria, la ferma sula pagina e la consegna a una stabilità
superata dal vorticoso scorrere del tempo e delle emozioni.
Ancora, posso avvertire il lettore che perfino lo stato
frammentario, poetico e emotivo, è apparente, perché i componimenti
disegnano una vicenda amorosa e complessa, di cui scandiscano i
tempi, i luoghi, i momenti tragici e felici. Vicenda amorosa e
intrinsecamente di vita e di morte, come accade sempre per i
sentimenti che declinano l’amore.
Questo libro parla di un’anima in estenuante ricerca della felicità,
ma l’autrice si nasconde tra le parole misurate e lascia intravedere
una figura sfuggente e enigmatica. È Angela.
Maria Teresa Schettino
Ordinario di Storia antica
Université de La Rochelle
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