Un vero coro di proteste, da parte dei Gommoidi (gli esseri dal cuore di gomma che vivono fra noi e di cui più diffusamente parleremo in avanti), alla vicenda di "Gommelio e Gomina", che avevo appena narrato, e che conclude la Saga!

Per la verità, quando ho incontrato i primi componenti della delegazione dei Gommoidi, che si lagnavano circa miei presunti errori contenuti nella biografia che avevo scritto su Gommelio, sembrava che tutto dovesse ricomporsi rapidamente, ma poi, man mano che il numero dei delegati si infoltiva, cresceva proporzionalmente il dissenso, tanto che, ad un certo punto, ho quasi temuto per la mia incolumità!

Fortunatamente, dopo approfondito conciliabolo, non hanno trovato, come prevedibile, l'accordo su chi dovesse prendere l'iniziativa e fare la prima mossa. «Del resto – si giustificavano l'un l'altro –  manca Gommelio, il diretto interessato, cui sarebbe spettato l'onere di lavare l'onta».

Ma, Gommelio, come il solito, aveva trovato il modo di svicolare, mandando al suo posto Gomina con la consueta trovata: «Vai tu in mia vece, altrimenti va a finire che stavolta mi comprometto sul serio!». E Gomina, lusingata dell'alta incombenza affidatale, si dava parecchio da fare per surriscaldare gli animi degli ultrà nascosti sotto le gradinate.

C'era chi, da debita distanza di sicurezza, urlava: «Incompetente, saccente, umanoide!».

Mi veniva addirittura rinfacciato di avere sproloquiato senza cognizione di causa, usando tal volta anche espressioni  offensive, del tipo, "passionali, sensibili", etc.

C'era addirittura chi prometteva di replicare con una "Saga degli umanoidi". «E allora sì che ci sarebbe da sghignazzare – dicevano – pensando a tutti i malanni combinati dagli umanoidi con il loro iperattivismo, a partire da quel Pitagora con la sua stupida tabellina!». 

E poi, se non ci fossero stati loro, gli esseri col cuore di gomma, a fare da contraltare, sarebbe stato un bel dire che esistono gli intrepidi o, meglio, i balordi incoscienti!

Presenziava anche il filosofo Gomenio "il depompato" il quale, celando una punta di razzismo sotto un apparente tono conciliante, sosteneva che quella dei Gommoidi è la super razza per eccellenza, perché, senza la loro presenza calmierante, ponderante, si sarebbe detto addio alla quiete inessenziale!

Alla fine, facendo ammenda per aver attribuito loro sentimenti che non gli appartengono, mi sono impegnato a riparare, leggendomi tutta l'opera "La vita e i gesti dei grandi gommoidi", a partire dal progenitore, Gommilio Magno.

 

Andrea Ingianni,

nato Caltagirone in Sicilia l’8.3.1945.

Dal 1970 abito a Trento, dove ho svolto attività di dipendente pubblico e attivista sindacale, collaborando anche nella redazione di notiziari per i lavoratori. Sono laureato in Giurisprudenza,   sposato con Margherita e padre di Alfredo e Filippo.

Pensionato dal 99, ho deciso di dedicarmi a nuove esperienze, coltivando quegli interessi che i precedenti impegni non mi consentivano.   Ho visitato gran parte dell’Europa, ma mi ha particolarmente coinvolto   un viaggio effettuato quest’anno nell’isola di Sal di Capo Verde, dove ho rinvenuto una situazione di sfruttamento socio-ambientale da me denunciata  in un diario pubblicato su vari siti e da media indipendenti. In questa esperienza, come già in passato, ho conosciuto vari personaggi i quali mi hanno ispirato appunto la “Saga dei Gommoidi” che, nelle mie intenzioni, vorrebbe essere una denuncia, in chiave satirica,  di tutti coloro che, come una sfera di gomma, restano indeformabili di fronte ad ogni vicissitudine della vita.

Edizione 2005 © Associazione Akkuaria 
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