ALESSANDRO SCARDACI
Ci racconti un po’ di lei e del suo
approccio al mondo della scrittura
Il mio approccio con la scrittura
è avvenuto per caso. Così per gioco un giorno mi sono messo al
computer ed ho scritto un racconto, poi una poesia.
Poco per volta ho cominciato a credere in ciò che
facevo ed ho scritto il mio primo romanzo. Dopo aver vinto varie
paure ho cominciato a contattare qualche casa editrice.
Qual è stato il suo percorso di
studi?
Sono laureato in fisica. La storia della
matematica (Archimede, Pitagora, Euclide) mi ha condotto alla
geometria sacra, poi dalla fisica sono passato alla filosofia della
scienza, poi ho cominciato ad esplorare la Kabbalah, la metafisica,
l’alchimia.
Quando e perché ha iniziato a scrivere?
Sono stato sempre un sognatore, con disappunto di
tutti i miei parenti ed amici. Tutti mi esortavano a svegliarmi, ma
io invece di svegliarmi ho deciso di mettere su carta i miei sogni,
così adesso eccomi qua.
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Scrivere significa comunicare dei messaggi. Trattare
dei temi come la felicità, il perdono e l’amore mediante un racconto
o un romanzo potrebbe essere più incisivo.
Quali sono i suoi libri del cuore?
Mi piace Goethe. Ultimamente ho ripreso i classici
latini tradotti in italiano senza l’assillo dei richiami
grammaticali dei paradigmi e senza l’insegnante che perentoriamente
ordina “Copri le note!” comunque non disdegno Cohelo e Bambaren.
E quelli che non leggerebbe mai?
Non ci sono libri che non leggerei. Tutti gli autori
hanno qualcosa da dire e talvolta s’impara anche da libri frivoli.
Sono un lettore di Diabolik.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Conversazioni con Dio di N. Walsh
E quello che meno le è piaciuto?
Il codice da vinci
Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Sono fiero di essere Siciliano.
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria
odierna italiana?
È un’editoria che tiene conto solo della richiesta
delle masse. Mi duole vedere che libri molto interessanti di
argomenti vari li trovi divulgati solo tramite internet. Sono libri
per chi sa dove e in quali siti cercare. mentre a me piacerebbe
vederli in libreria. Solo in grandi città esistono librerie
specializzate su argomenti di esoterismo, musica etc.
È un panorama desolante. La televisione trasmette
solo film di pessima qualità e spettacoli scadenti. I giornali sono
tutti faziosi.
Per poter vedere qualche commedia o qualche opera
lirica bisogna restar svegli di notte. Non parliamo poi della radio
e dei giornali. La cultura è bandita.
Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Ho mandato il mio primo romanzo a case
editrici note che non mi hanno neanche preso in considerazione.
Nessuna risposta. Qualche altra casa editrice ha solo fatto finta di
apprezzare i miei scritti ma in realtà voleva solo denaro che loro
chiamavano “contributo”. Poi ho conosciuto Vera Ambra di Akkuaria
che ha creduto nel mio romanzo.
Cinema: qual è il suo film preferito?
Non saprei. È come chiedermi quale sia la mia opera
preferita. A questa domanda rispondo sempre: “l’ultima che vedo”.
Musica: la canzone del cuore?
Come per i film
Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
No.
Ritiene siano utili?
Non so. Non avendone mai frequentati non so dare una
valutazione.
Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura
narrativa?
La sinteticità. Talvolta l’autore nel cercare di
essere chiaro si dilunga su un concetto rischiando di essere
pedante. Ovviamente non bisogna esagerare.
Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In
solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
Scrivo su computer di giorno e senza ritmi
particolari.
Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato
nel suo libro più recente?
Un giorno conversando con un collega sugli abusi
sessuali e sulla pedofilia. Il concetto era il terrorismo e la
caccia alle streghe che si erano creati in quel periodo. Un’alunna
per vendicarsi di un brutto voto potrebbe inventarsi una storia del
genere e rovinare per sempre la vita di un uomo.
Cosa significa per lei raccontare una storia?
Come dicevo prima lanciare un messaggio che possa
dare un insegnamento.
Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
Entrambi
Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
Al di là del loro vera definizione letteraria, per me
è solo una questione di estensione. Nel racconto si descrive
brevemente una situazione ed una vicenda che non ha complicazioni.
Nel romanzo la vicenda è particolareggiata con azioni varie
accompagnate da considerazioni, pensieri. Anche se so bene che ci
sono racconti come ad esempio la steppa di Checov che è tre volte un
mio romanzo. Ripeto è una mia personale valutazione.
Come ha scelto il titolo del suo
libro più recente?
Da una favola che la protagonista racconta ad una
bambina in ospedale: La Regina dell’arcobaleno
Quanto tempo ha impiegato per
scriverlo?
1 anno
Ha vinto premi letterari?
Sì. Il concorso chiamato Philobiblon con il racconto
“Solve et coagula”
Crede nei premi letterari?
Sì perché no?
Ha altri progetti in cantiere?
Sto scrivendo un romanzo che ha per tema la paura.
Autore: Alessandro Scardaci
Titolo: La Regina dell’arcobaleno
Editore: Edizioni Akkuaria
Anno di pubblicazione: 2007
Luogo di pubblicazione: Catania
Numero pagine: 96
Trama
Marina, una ragazza di sedici anni
accusa il suo professore di matematica di abusi sessuali.
Il professore, denunciato, tenta il
suicidio, ma viene salvato da suo figlio.
La ragazza presa dal rimorso confessa la sua bugia.
Il professore decide di perdonarla e con
l’aiuto di un amico sacerdote e le fa intraprendere un percorso
spirituale.
Durante questo “viaggio” Marina salva il
matrimonio dei propri genitori, ricongiunge il professore a suo
padre ricucendo il loro rapporto logorato. Aiuta una bambina a
morire in pace.
Alla fine Marina scoprirà il suo Se Superiore e la
propria Scintilla Divina.
Sito internet: www.akkuaria.org/alessandroscardaci
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